Recensione di StarCommand

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Gestionale
  • Sviluppatore:

     Star Command, LLC
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     23 Aprile 2013 (iOS) - 7 Ottobre 2013 (Android)
- Gli amanti di Star Trek ne saranno entusiasti
- Buon lavoro di pixel-art
- Le navi ottenute finendo il gioco sono più impegnative e appaganti
- Alla lunga ripetitivo
- Meccaniche ruolistiche superficiali
- Bisogna per forza finirlo per accedere alle navi più impegnative e appaganti
A cura di (Spoudaios) del
Compatibile con iPhone, iPod touch e iPad. Richiede l'iOS 4.3 o successive. Questa app è ottimizzata per iPhone 5. Testato su iPhone 4S e iPad mini.

Lanciare uccelli incavolati, sventare minacce aliene, funi da tagliare, tubi dell’acqua da riparare… quante cose gli utenti hanno già fatto grazie ai propri iPhone/iPod/iPad? Ormai non manca quasi nulla. I ragazzi hanno di che soddisfare la propria voglia di giocare in estrema mobilità, ma che dire degli utenti più cresciutelli? Magari cresciuti a pane e Star Trek? Warballoon Games sembra aver pensato proprio a loro, sfornando Star Command.



Piccoli Kirk crescono
Partorito grazie a una raccolta su Kickstarter, Star Command è un titolo in cui l’utente è chiamato a dirigere una navicella spaziale con relativo equipaggio. La missione? Ovviamente esplorare i più profondi meandri dello spazio, destreggiandosi di tanto in tanto tra alieni non proprio amichevoli. Inizialmente ci verrà chiesto di personalizzare, seppur molto stringatamente, il nostro capitano. E’ proprio dal punto di vista di quest’ultimo che la storia prende piede. Dopo un breve tutorial introduttivo, si tratterà essenzialmente di reclutare personale all’interno della navicella, e portare avanti il proprio viaggio. Ovviamente, questo verrà scandito da diversi eventi. E’ interessante la possibilità di affrontarli in maniera differente, in base alle risposte fornite durante i (brevi) dialoghi. Per quanto sia una caratteristica piacevole, purtroppo gli sviluppatori non hanno saputo spingersi troppo in là con la profondità: non aspettatevi dunque una sorta di gioco di ruolo in salsa spaziale-futuristica, Mass Effect è tutt’altra cosa… La gestione dell’equipaggio si basa in gran parte sulle stanze che vengono create, inizialmente se ne potranno realizzare tre, ognuna con un differente ruolo: costruzione di armi, costruzione dei meccanismi di difesa, realizzazione di farmaci e quanto di necessario per curare i feriti. A ogni settore corrisponderà il relativo personale, con maglie di colore differente utili a distinguerli. Va notato come il capitano possa assumere ciascuno dei ruoli suddetti, in modo da poter in alcuni momenti rafforzare una risorsa piuttosto che un’altra.
Durante un combattimento, senza dubbio il frangente più vivo e interessante di StarCommand, basterà toccare una unità per ottenere l’azione desiderata: attaccare, riparare o curare. E’ interessante notare come, per poter effettuare alcune manovre con successo, è necessario che almeno un membro dell’equipaggio si trovi all’interno della stanza di sua competenza, pena l’impossibilità di scagliare un attacco adeguato o collezionare gli importanti token. Questi hanno un ruolo cruciale nel reclutare nuove unità o migliorare quelle già esistenti tramite l’ovvio acquisto di vari upgrade.

Piccole navi per piccoli capitani
Come funziona tutto ciò nella pratica? Siamo davanti un XCom da taschino oppure no? La prima nave con cui si ha a che fare nel gioco ha solo poche camere da gestire. Solo completando il titolo per la prima volta si sbloccano le ammiraglie, ed è lì che le cose si fanno interessanti, o almeno così dovrebbe essere. Certo, riuscire a gestire tutto con precisione richiede attenzione, poiché in situazioni più concitate può generarsi una certa frenesia e il minimo errore può significare una pesante riduzione dell’equipaggio.
Dal combattimento tra navi si passa a quello a bordo, tra le varie unità. Va subito detto che non si tratta di guerriglia a turni, tutto avviene in tempo reale. Purtroppo non fila tutto liscio come si potrebbe sperare. Ben presto, gli scontri si trasformeranno quasi esclusivamente in serrate difese del capitano, il game over arriva, infatti, solo nel caso in cui il nostro Kirk viene a mancare. Stranamente, la navicella può subire danni ma mai essere distrutta. Si tratta di un elemento in grado, a nostro avviso, di castrare l’esperienza di gioco, visto che lo stato della navicella dovrebbe rappresentare una costante preoccupazione di primissima importanza. Tutto ciò finisce per appiattire le strategie attuate all’unico scopo di salvaguardare il capitano o, in alcuni casi, un personaggio non giocante la cui morte corrisponde alla fine della partita.



Pixel galattici
Nonostante, lo abbiamo detto più volte su queste pagine, le annuali cure agli steroidi subite dalle componenti hardware degli smartphone, iPhone in questo caso, anche qui siamo davanti a un titolo che sicuramente non richiede particolari risorse grafiche. Non fraintendeteci: il lavoro svolto dai designer è piuttosto ben riuscito. Si tratta, probabilmente, di una delle produzioni pixel-art meglio riuscite di recente. Come ben sappiamo, anche nel 2013 zero poligoni non significa scarsa cura estetica. Grazie anche all’elevata risoluzione del display retina di iPhone (dal 4 in su) il tutto si rivela particolarmente gradevole da vedere (l’effetto diminuisce sui display non-retina come quello di iPad mini o peggio iPad 2), dando origine ad un look-and-feel retrò che contribuisce a creare un’atmosfera perfetta per i non-più-giovanissimi amanti di Star Trek, probabilmente il vero target che trarrà più soddisfazioni da questo titolo.
Recensione Videogioco STARCOMMAND scritta da SPOUDAIOS I simil-giochi di ruolo stanno invadendo, pian piano, anche il pianeta smartphone. Dopo uno sviluppo particolarmente travagliato, una campagna su Kickstarter al cardiopalma, e una conduzione sempre a un passo dalla chiusura, StarCommand è riuscito a vedere la luce interstellare e approdare sul sistema iOS. Il prodotto finale è sufficientemente riuscito, anche se molto probabilmente non all’altezza delle speranze di quanti lo aspettavano. Si finisce in due, massimo tre ore, e il fattore rigiocabilità tende al basso a causa della quasi inevitabile monotonia che sopraggiunge durante gli scontri. Non c’è spazio per molte strategie, anche se il portare a termine determinate battaglie in maniera efficiente può dare soddisfazione. Certamente StarCommand troverà una discreta schiera di appassionati. Se Star Trek è la vostra vita, e volete girovagare per l'universo profondo mentre aspettate l'autobus scaricatela subito, tutti gli altri possono dargli una chance, anche se non è gratuito (€2,69).
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