Recensione di The Ories: Super Space Monsters!

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Assyria Game Studio
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     11 marzo 2013
- Gameplay intuitivo
- Ampia gamma di personalizzazioni
- Gratuito
- Non è localizzato in italiano
- Troppi banner pubblicitari
- Scarsa longevità
- Sonoro povero
A cura di (SamWolf) del
Provato su iPad

Il genere rappresentato da The Ories: Super Space Monsters! è sicuramente destinato ad avere fama e successo, ma il titolo prodotto da Assyria Game Studio, purtroppo, non parrebbe indirizzato a restare sulla vetta di questo sottoinsieme. Avviando l’applicazione verremo subito coinvolti in un breve video introduttivo di una manciata di secondi che racconterà la basilare storia del gioco: dovremo impersonare un piccolo alieno rosa, con un occhio solo e un gran sorriso, e guidarlo con la sua navicella attraverso lo spazio infinito con l’obiettivo di raccogliere più gettoni possibili senza andarsi a schiantare contro i vari pianeti e asteroidi disseminati lungo il percorso.

Pronti per un viaggio interstellare
Dopo il breve filmato possiamo immediatamente iniziare la nostra avventura in The Ories: Super Space Monsters!. Non appena premuto il tasto play, saremo a bordo della nostra piccola navicella. Il nostro obiettivo è quello di girare attorno ai pianeti, raccogliere i gettoni posizionati vicino a loro e arrivare in fondo al percorso, rappresentato da una grande bocca simile a quella di una balena, indenni. Il gameplay è semplice e intuitivo: se avremo un pianeta alla nostra destra o sinistra basterà premere sulla parte corrispondente dello schermo e la nostra navicella si avvicinerà ad esso ruotando attorno alla sua orbita fino a quando non alzeremo il dito. Nella schermata di gioco avremo in alto il punteggio, il tasto di pausa e gli indicatori del moltiplicatore e delle vite rimaste.
La “storia”, sempre che la si possa definire tale, è suddivisa in tre mondi: Home Space, Spacehopper e Spirit Space, ognuno dei quali presenta 12 livelli. La grafica è senza dubbio gradevole, in stile cartoon, con pianeti colorati e dalle varie forme, una moltitudine di corpi celesti sparsi qua e là e uno sfondo stellare vivace ma non curatissimo nei dettagli.



Con il proseguire dei livelli incontreremo corpi stellari man mano differenti e con maggiori insidie: dai pianeti con enormi spuntoni alle stelle giganti come il sole a cui non dovremo stare troppo vicini per non essere risucchiati dal loro centro di gravità ed esplodere. Occorreranno una buona dose di reattività e tempismo per poter terminare i livelli. Nel caso dovessimo sbattere contro qualche pianeta, avremo comunque altri due tentativi per poter terminare il percorso con la possibilità di ripartire dai checkpoint. Riuscire a non portare a termine un livello diventa quindi difficile. All’inizio di ogni fase potremmo scegliere se acquistare un bonus da utilizzare solo per quella partita; potremo selezionarne fino a un massimo di tre sui sei disponibili: tra la calamita, lo scudo, il raccoglitore di gemme, una vita extra, il radar o il moltiplicatore del punteggio. Ogni volta che finiremo un percorso o inizieremo il gioco verremo sommersi però da enormi banner pubblicitari che finiranno con irritare il giocatore.

I confini dell'universo non sono lontani
Noteremo sin da subito come in The Ories: Super Space Monsters! non sia possibile vagare liberamente per le galassie, a causa di un percorso delimitato da delle fasce laser che se sfiorate ci faranno saltare in aria. Oltre ai 36 livelli canonici, sparsi per i tre mondi, avremo altre due modalità di gioco: una modalità infinita multiplayer e una invece in giocatore singolo. Per la prima è necessaria una connessione con il social network Facebook, mentre in quella single player saremo di nuovo a bordo della nostra astronave e potremo navigare più o meno placidamente lungo un percorso illimitato, fino a quando non avremo sprecato tutte e tre le nostre vite. Oltre ai gettoni, indispensabili per sbloccare i mondi e i bonus, potremo raccogliere vite extra, rappresentate da un’icona raffigurante piccolo alieno, o power-up momentanei come uno scudo che proteggerà la nostra navicella da eventuali urti contro i pianeti.
Ogni mondo presenta caratteristiche proprie e, a partire dal secondo, incontreremo nello spazio anche una fascia di asteroidi, attraversabile premendo un tasto che apparirà nella parte bassa dello schermo. Occorrerà tuttavia un ottimo tempismo per poterla passare indenni. Per concludere con successo un livello non sarà sufficiente arrivare in fondo al percorso: bisognerà raccogliere abbastanza monete per ottenere una medaglia (bronzo, argento o oro) che ci permetterà di sbloccare quello successivo. Il sonoro è deludente con una musica di sottofondo sì apprezzabile, ma che non porta con sé nulla di aggiuntivo, mentre saremo sommersi dalle risate del nostro piccolo alieno rosa ad ogni nostro comando. Grazie alla connettività con Game Center avremo la possibilità di aumentare le ore del nostro gameplay (altrimenti esigue nella modalità classica) per ottenere tutte le 79 medaglie previste, e attraverso un ampio negozio potremmo acquistare diverse navicelle, personalizzare il nostro alieno o addirittura modificare la scia di fuoco della nostra astronave.
Recensione Videogioco THE ORIES: SUPER SPACE MONSTERS! scritta da SAMWOLF The Ories: Super Space Monsters! non sfrutta purtroppo a pieno tutte le potenzialità che questo genere di giochi offre. L’applicazione presenta troppi difetti per essere considerata veramente di grande impatto: dalla mancanza dell’italiano alla massiccia ed eccessiva presenza di banner pubblicitari. L’assenza di una vera e propria storia che faccia da contorno al gioco viene sopperita dalla possibilità di navigare liberamente nello spazio nella modalità “Infinite”. il gioco è stato provato su iPad con una buona resa dei comandi, dando l’impressione che non ci possano essere differenze rispetto alla versione per iPhone. In quanto titolo gratuito, The Ories: Super Space Monters! raggiunge la sufficienza ma l’eccellenza è senza dubbio lontana
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