Recensione di Punch Quest

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     RocketCat Games
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     7 novembre 2012
- Divertente e impegnativo
- Molto più completo di altri endless runner per iOS
- Una manna dal cielo per i gamer più nostalgici
- Non costa nulla
- Qualche problemino nei controlli
A cura di (Specialized) del
Punch Quest è disponibile su App Store gratuitamente in versione 1.1 e occupa circa 14 MB di spazio in memoria. La nostra prova è stata effettuata su un iPad di terza generazione. 

L'ennesimo endless runner su App Store? Sarà, ma se anche in questo caso ci aspetta un titolo all'altezza dei vari Jetpack Joyride, Hook Champ e Rayman Jungle Run sarebbe davvero stupido lamentarsi. Inoltre dietro a questo Punch Quest si nasconde RocketCat Games, team parecchio esperto nel genere che propone tra l'altro il suo nuovo titolo gratuitamente, pur mantenendo lo spazio per gli inevitabili acquisti in app.

Il nuovo genere dell'endless punching
Basta dare una veloce occhiata agli screenshot per capire come Punch Quest sia un omaggio all'era degli 8 e dei 16 bit, in modo particolare di Double Dragon, Final Fight e anche un po' di Ghost'n Goblins vista l'atmosfera sul lugubre-horror andante. La principale differenza rispetto a questi classici del passato è proprio la formula da endless runner. Il nostro alter ego, che possiamo personalizzare sia come colori, sia acquistando un gran numero di cappelli, bandane e berretti, continua infatti a correre da sinistra verso destra e non esiste quindi nessun controllo per muoverlo. Lo scopo del gioco è invece tirare pugni a tutti i nemici e farlo è davvero semplice, almeno per i primi minuti. Un tocco a sinistra per un montante con salto incorporato, un tocco a destra per un classico jeb e un tocco su entrambi i lati per parare i colpi nemici. Se a prima vista un simile sistema può sembrare troppo limitato, in realtà c'è tutto quello che serve per assicurare un'esperienza di gioco longeva e complessa al punto giusto. Evitare palle di fuoco e spuntoni mentre si prende a pugni un maghetto che ci lancia delle palle verdi non è affatto un gioco da ragazzi; servono tempismo, riflessi e anche un minimo di strategia, sfruttando la parata quando serve, rallentando per compiere un salto al momento e nel punto giusto e facendo attenzione ad alternare salto e pugno senza attivare involontariamente la parata. E' questa possibilità, assieme a spuntoni a tratti quasi inevitabili, a macchiare un sistema di controllo altrimenti perfetto, che per il resto riesce ad assicurare profondità e divertimenti con pochissimi comandi.


Lo gnomo che non ti aspetti
Come in ogni endless runner che si rispetti, anche in Punch Quest lo scopo è guadagnare quanti più punti possibili e ciò si può fare in diversi modi. Avanzare il più possibile nell'unico e "infinito" livello, portare a termini i tre compiti che ci vengono dati all'inizio di ogni corsa (ad esempio parare tre volte, distruggere cinque vasi e così via), eseguire serie di pugni più lunghe e continuate possibili e naturalmente cercare di uccidere quanti più nemici possibili tra quelli che camminano e quelli che volano. Per variare un po' la struttura di gioco, RocketCat Games ha inserito due piacevoli diversivi. In pratica rompendo un uovo gigante ci possiamo trasformare in uno gnomo che deve affrontare delle api giganti, oppure entriamo in un mondo preistorico in sella a un piccolo dinosauro che spara raggi laser, nemmeno fossimo capitati in Golden Axe). Questi livelli alternativi non durano molto (basta toccare un solo spuntone e si torna al gioco "normale"), ma sono divertenti, fanno sorridere e fungono da perfette varianti, anche se proprio in sella al dinosauro i limiti prima accennati ai controlli risaltano con maggior evidenza. La formula di gioco, che offre anche semplici spunti platform, rimarrebbe comunque contagiosa anche senza queste due alternative. Punch Quest è infatti un tripudio vintage-nostalgico di rara efficacia, provoca dipendenza e offre anche un buon quantitativo di abilità, attacchi e boost da acquistare (una quarantina in tutto), uno più fuori di testa dell'altro. Il ricorso alle IAP non è per nulla obbligatorio se non eventualmente per l'acquisto dei vari cappelli, mentre il supporto a Game Center è un buon incentivo per migliorarsi sempre e scalare le classifiche online, il tutto senza sborsare un solo euro. Meglio di così!   
Recensione Videogioco PUNCH QUEST scritta da SPECIALIZED Difficilmente RocketCat Games sbaglia e infatti anche Punch Quest si rivela un piccolo gioiellino di altri tempi. Se si tralascia qualche imprecisione nei controlli touch (comunque limitati al minimo indispensabile), il gioco è un riuscitissimo mix tra il recente filone degli endless runner, un picchiaduro a scorrimento orizzontale al sapore di 16 bit e un pizzico di platform. Perfetto per partite mordi e fuggi, impegnativo e per di più gratuito. Cosa volere di più dalla vita?
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