Recensione di Beat Hazard Ultra

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Cold Beam Games
  • Lingua:

     Sottotitolato in italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     19 ottobre 2011 PSN / 16 giugno 2011 PC
- Esperienza visiva e sonora unica
- Controlli ben studiati
- Diverse modalità di gioco
- A tratti un po' troppo caotico
- Sconsigliato ai fotosensibili
- I modelli delle navicelle non sono dei più curati
A cura di (ghigghi) del
Beat Hazard Ultra è disponibile su App Store per iPhone e iPad in versione 1.6 al prezzo di 2,39 euro. Il download e l'installazione richiedono poco più di 16 MB e la prova effettuata sul nostro iPad di terza generazione non ha messo in luce alcun tipo di bug o di instabilità.

Beat Hazard prima e Beat Hazard Ultra poi hanno già ottenuto un ottimo riscontro di critica e pubblico su PlayStation Network e Steam, sfruttando un gameplay sicuramente banale e risaputo ma riuscendo al tempo stesso a creare un'esperienza di gioco a suo modo unica e contagiosa. Cold Bean Games non si è quindi lasciata sfuggire la possibilità di portare questo suo spettacolare dual stick shooter su dispositivi mobili, anche se per ora si è limitata ad iPhone e iPad non lasciando ancora trapelare nulla riguardo un possibile approdo del gioco su Android.

Emozioni a uno o due stick
La formula di gioco messa in piedi da Cold Bean Games si rifà grosso modo a quella di Geometry Wars, con una piccola astronave da comandare nello spazio profondo, ondate di nemici senza sosta e una particolare attenzione al comparto grafico, soprattutto a livello di colori, luci, "flash" e giochi pirotecnici altamente spettacolari. La particolarità di Beat Hazard Ultra non sta però tanto nel gameplay in sé o nel sistema di controllo, quanto più nella centralità della musica. Una volta lanciato, il gioco scansiona infatti la nostra libreria di iTunes in cerca delle canzoni presenti e sono proprio i nostri brani a influire in maniera determinante sul gioco. Il ritmo della canzone, il beat, le differenze tra le varie parti di un brano e tutti gli elementi musicali più importanti determinano infatti il numero e la frequenza dei nemici che incontreremo; la scelta di un brano rispetto a un altro non cambia quindi solo l'atmosfera e il sottofondo musicale più o meno rock, pop, metal, new age e via dicendo, ma ha un profondo impatto anche sull'esperienza di gioco, sebbene optando per canzoni hip-hop o comunque per brani segnati da una forte impronta ritmica il tutto diventi più divertente e spettacolare (ma anche più impegnativo). Oltre alla musica anche i controlli touch rivestono un ruolo fondamentale. Il gioco mette a disposizione una soluzione con un solo stick e con fuoco automatico e una con due stick, necessari rispettivamente per muovere la navicella e per direzionare il fuoco (volendo possiamo anche decidere se tenere gli stick fissi o spostarli a piacimento). La prima soluzione è quella più immediata e a suo modo più semplice, mentre avendo a che fare con due stick e con attacchi nemici dai quattro lati del display il tutto diventa più complesso e impegnativo, anche a causa di una certa confusione che può generarsi nei momenti più concitati.


Ipnosi sensoriale su iPad
Tra bonus e potenziamenti da raccogliere, raggi laser di ogni tipo, esplosioni, flash abbaglianti e decine di nemici che possono comparire all'improvviso, il rischio di perdere il controllo e di confondersi in una simile babele di colori e astronavi più o meno grandi è tutt'altro che remoto. Per fortuna i livelli di difficoltà tra cui scegliere permettono un'ottima scalabilità dell'esperienza di gioco, ma è indubbio come in certi frangenti si finisca a muoversi nello spazio un po' a casaccio, con la sensazione di uno splendido caos di luci e colori sullo sfondo che rappresenta però anche un pregio del gioco. Beat Hazard Ultra è infatti un titolo quasi ipnotizzante e lo diventa ancora di più se ci si costruisce attorno una colonna sonora di un certo tipo. Se però da un lato l'esperienza sensoriale del gioco è a suo modo unica, dall'altro l'eccessiva presenza di flash, lampi, esplosioni e via dicendo può stancare presto gli occhi del giocatore e far insorgere anche un forte mal di testa (per non dire peggio se si è fotosensibili). Consigliamo quindi di non esagerare con le impostazioni grafiche (tenetele a metà) e di non dilungarsi in sessioni di gioco troppo lunghe, ma a parte questo l'impatto grafico del gioco è splendido e solo i modelli delle astronavi denotano una certa trascuratezza, quasi che gli sviluppatori si siano concentrati molto più sul "contorno" che sul resto. Un altro limite di Beat Hazard Ultra è che dopo un po' la semplicissima formula di gioco inizia a mostrare i suoi limiti. E' vero che la forte dipendenza delle canzoni sul gameplay assicura sempre un minimo di varietà, ma alla fine i nemici tendono un po' a ripetersi, i power-up non sono poi molti e anche i perk non incidono molto a fondo. Se non altro ci sono sempre le classifiche online e l'aggiornamento alla versione Ultra ha mantenuto anche in questo caso le due nuove modalità Boss Rush e Chill Out, che accanto a quella Standard e a Survival offrono comunque una discreta longevità e permettono di andare oltre la singola partita della durata della canzone scelta. In ogni caso immergersi anche per pochi minuti in questo caleidoscopio di luci, colori e suoni è un'esperienza esaltante che consigliamo caldamente a tutti e per fortuna il porting su iOS non fa rimpiangere la versione originale di due anni fa.    
Recensione Videogioco BEAT HAZARD ULTRA scritta da GHIGGHI Beat Hazard Ultra è un titolo estremamente affascinante, bello da vedere e da ascoltare, divertente e impegnativo da giocare. Anche se non siete amanti dei dual stick shooter o se Geometry Wars non vi ha mai preso più di tanto, il titolo di Cold Bean Games saprà comunque rapirvi e trasportarvi in uno spazio profondo mai così colorato e abbagliante, dove la fluidità dei movimenti, le canzoni scelte da noi e il tripudio di effetti visivi valgono da soli il prezzo del biglietto (pardon, del gioco). Unica avvertenza; se proprio non sopportate i flash e le luci forti, è meglio rivolgersi ad altro.
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