Recensione di Shoot the Zombirds

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Infinite Dreams
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24 maggio 2012
- Migliora in tutto il predecessore
- Difficilmente ve ne staccherete
- Hitbox migliorata
- Può non piacere il genere
A cura di (AleZampa) del
Compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S, iPod touch (3^ e 4^ generazione) e iPad. Richiede iOS 4.0 o successivi

E' passato quasi un anno da quando iDreams ha rilasciato il suo Shoot the Birds, titolo graziato da un gameplay tanto semplice quanto additivo, e capace di bloccare la redazione di Spaziogames in lunghissime sfide all'ultima freccia. Dopo aver ben figurato sia come critica che come responso del pubblico è giunto quindi il momento per lo studio polacco di far uscire Shoot the Zombirds, naturale evoluzione del suo predecessore che inserisce però al suo interno elementi in grado di cambiare in maniera sostanziale il gameplay, fornendo al giocatore ben più del consueto more of the same. Andiamo quindi a vedere insieme in cosa è cambiato questo nuovo titolo, disponibile da oggi in App Store.

Extreme Makeover Field Edition
Non sappiamo cosa sia successo esattamente alla bucolica atmosfera del primo titolo, ma quello che possiamo dirvi è che in questo Shoot the Zombirds le cose cambiano drasticamente. Dimenticatevi le serene giornate all'aperto scandite dal sorgere e dal tramontare del sole, qui siamo in un contesto molto più cupo, con un ambientazione che potrebbe essere perfetta per Halloween. Il campo che difenderemo strenuamente è ora infatti immerso nelle tenebre, e i nostri nemici non saranno più appartenenti all'avifauna comune, ma saranno la loro controparte zombie, caratterizzata quindi da occhi spiritati, brandelli di carne e piume cadenti, e in diversi casi, cassa toracica e organi interni bene in vista. Come dicevamo però le differenze con Shoot the Birds non si limitano alla sola ambientazione, ma riguardano in primo luogo alcuni elementi del gameplay.


Innanzitutto lo scorrere del tempo: se prima infatti la durata della nostra partita era direttamente proporzionale al numero degli uccelli impalati dalla nostra balestra, ora è legato a filo doppio alle zucche che i nemici cercheranno di rubarci. Alcuni di essi infatti non si limiteranno a passare a tiro della nostra arma, ma cercheranno di rapire quelli che presumibilmente sono i nostri pargoletti (i teneri Pumpkid), terminati i quali la partità finirà inesorabilmente. E' stato inoltre limitato anche il numero dei proiettili, non più infinito: ora infatti partiremo con sole cinque frecce nel nostro arco, che sarà anche il massimo numero possibile di munizioni che avremo a disposizione per l'intera partita, indipendentemente dal numero di bersagli centrati. Ogni uccello colpito ci restituirà la freccia utilizzata, che verrà raddoppiata o triplicata nel caso si riuscisse a infilzare più pennuti contemporaneamente. Avendo eliminato infatti la correlazione tra i nostri errori e lo scorrere del tempo era necessario studiare un sistema che limitasse lo spamming indiscriminato delle frecce, da qui quindi l'introduzione alle limitazioni delle stesse.

Signore, è arrivato l'arrotino
Le introduzioni di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo hanno dato nuova linfa al titolo Infinite Dreams, che esattamente come il suo predecessore ci tiene incollato agli schermi dei nostri devices iOS e Android. Il gameplay semplice basato sulla fisica (e sulla mira) è ancora divertente e appagante, e il non dover mirare indiscriminatamente a tutto ciò che vedete, ma concentrarsi su alcuni obiettivi sensibili aggiunge un pizzico di tattica che sicuramente non guasta. Il nostro scopo rimarrà ovviamente quello di fare più punti possibili (indispensabile per questo sfruttare la modalità berserk, attivata in automatico dopo una veloce serie di kill e capace di moltiplicare il nostro punteggio), ma l'introduzione di una valuta in game, l'ultima grande novità del titolo, all'inizio cambierà un po' le carte in tavola. Tra i nuovi nemici infatti non mancherete di notare una sorta di piccolo teschio alato, che se colpito lascerà cadere delle monete. Con queste monete sarà possibile acquistare dallo store all'interno del gioco alcuni upgrade, che spazieranno da un numero maggiore di vite (il numero delle piccole zucche che gli uccelli zombie cercheranno di rubarci) ad una faretra più grande, passando per un boost nelle monete lasciate dai teschi volanti e a diverse abilità utilizzabili solo una volta, come una mortale tempesta di frecce, capace di uccidere tutto ciò che vedete a schermo, o un time freeze, capace invece di fermare il tempo per farci prendere più comodamente la mira. Sarà inoltre possibile acquistare queste monete tramite In App Purchase, ma difficilmente ne sentirete il bisogno visto l'ottimo drop rate delle monete e la spinta a giocare sempre di più.


Il gioco, ovviamente ottimizzato anche per il monitor del Nuovo iPad, si fa riconoscere per un comparto tecnico solido che raramente affliggerà le nostre partite con pericolosi rallentamenti, un sensibile miglioramento della hit box dei bersagli, non perfetta nel titolo precedente, e per un motore fisico in grado di svolgere egregiamente il suo lavoro. Certo, lo scenario fisso e l'assenza di 3D in questo caso aiutano, ma tutto sembra girare (almeno sul nostro iPad) alla perfezione. Ben riuscita anche la nuova ambientazione a tema zombie, in grado di colpire al primo sguardo e rimanere in ogni caso sempre gradevole.
Recensione Videogioco SHOOT THE ZOMBIRDS scritta da ALEZAMPA Shoot the Zombirds è un titolo solo all'apparenza banale che ha oltretutto il grande pregio di migliorare il predecessore in ogni singolo aspetto. Il gameplay semplice basato sulla ricerca del miglior punteggio possibile (immancabili ovviamente le classifiche online legate a Game Center) è di quelli che ti tengono incollato al device, dandoti la sensazione di poter riuscire a fare sempre meglio, ovviamente a patto di concedergli un altra partita. Le variazioni al gameplay sono tutte ottimamente implementate e in grado di migliorare l'esperienza di gioco, così come l'ambientazione, perfettamente azzeccata e realizzata, nonostante si sia ben lontani da Halloween.
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