Recensione di Lume
iPhone

Copertina Videogioco
  • Genere:

     Avventura grafica
  • Sviluppatore:

     State of Play Games
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     23 Febbraio 2012
6.0
Voto lettori:
N.P.
- Grafica davvero convincente
- Enigmi complicati...
- Davvero troppo breve
- ...in alcuni momenti troppo
A cura di Alessandro Scrugli (SketchT) del
Compatibile con iPad. Richiede iOS 4.0 o successivi

La nuova luce che rende splendenti i punta-e-clicca su iPhone e iPad non è mai stata così brillante. Grazie soprattutto a titoli del calibro di Tales of Monkey Island, Mistery Mania e 1112, i dispositivi IOS sono sempre più frequentemente teatro di quel genere che andava in voga negli anni ‘90 e che ultimamente vanta solamente di pochissimi esponenti. Gli sviluppatori di State of Play Games decidono quindi di cavalcare la cresta dell’onda e distribuire il porting di Lume, adventure game già disponibile su PC da diverso tempo e ora scaricabile anche dall’AppStore.

Blackout improvviso! Ci pensa Lumi
Il giocatore veste i panni della giovane Lumi, ragazzina impegnata nel ripristinare la corrente dell' abitazione dei nonni. Compito idealmente semplice ma reso effettivamente più difficile a causa dei numerosi enigmi, sparsi per tutta l’abitazione, da risolvere. Il nonno di Lumi ha infatti sparso per la casa alcuni puzzle da ricomporre, permettendo così a Lumi la ricostruzione di un generatore di corrente, utile ovviamente allo scopo finale. Trovare codici segreti, riprodurre melodie e ricercare la collocazione esatta del generatore sono solamente alcuni degli enigmi da risolvere.
Il sistema di controllo si basa classicamente sull’intramontabile punta e clicca, premendo direttamente sullo schermo la zona che si vuole esaminare. A differenza della versione PC, su iOS non potremo contare sul cursore, con conseguente impossibilità di capire se il punto desiderato sia o meno un hot-spot utile all’avventura. Ovviamente ci si troverà di fronte a una serie di indizi che risulteranno fuorvianti, ma Lumi avvertirà subito, tramite un pop-up, che in quel momento non c’è davvero niente di utile nella locazione esaminata.


Nella maggior parte dei casi, i puzzle proposti risultano immediati e di semplice concezione, pur richiedendo in ogni caso una certa dose di materia grigia. Purtroppo in un paio di occasioni il giocatore si troverà di fronte a test difficilmente comprensibili e ci si ritroverà a vagare per la location alla ricerca di indizi, inutilmente. Situazione che diviene inevitabilmente frustrante dopo poco tempo. Inoltre l’avventura principale è davvero breve, e la si potrebbe finire in non più di un'ora di gioco, comprendendo anche il tempo inutilmente buttato per gli enigmi mal posti. Davvero troppo breve rispetto al prezzo di release di 1.59€, anche se la forma episodica confermata dagli sviluppatori gli garantirebbe di introdurre nuovi contenuti.

Quella sensazione di buio…
Senza ombra di dubbio, il comparto tecnico di Lume è davvero una chicca di programmazione che non può altro che compiacere l’intero pubblico di giocatori. Il motion engine possiede caratteristiche eccezionali, soprattutto basate sulle tonalità dei colori scelti, davvero in grado di regalare quella sensazione di penombra data dalla totale assenza di corrente. Il gioco di luci e ombra continua sia all’interno dell’abitazione dei nonni che all’esterno, cambiando radicalmente la luminosità dell’ambiente circostante. I modelli dei personaggi inoltre, vengono ricostruiti in maniera da conquistare gli occhi soprattutto dei giocatori casuali, grazie alle fattezze semplici e piacevoli della protagonista e del nonno, uniche forme di vita che appaiono durante l’intera esperienza.
Poco da segnalare invece per quanto riguarda il comparto audio, adatto allo stile di gioco ma non certo in grado di brillare di luce propria.
Recensione Videogioco LUME scritta da SKETCHT Lume è senza dubbio un buon punto di partenza. Ci troviamo di fronte infatti a un titolo punta-e-clicca di concezione quasi retrogame, lontanamente paragonabile, non certo per longevità e accuratezza, all’immortale The 7th Guest. Ogni piccola azione infatti è mascherata da un puzzle da risolvere, permettendo così al giocatore di progredire lentamente nella storia principale.
Purtroppo l’eccessiva durata ridotta del gioco e un paio di puzzle senza praticamente senso, o quasi, danneggiano inevitabilmente il prodotto di casa State of Play Games, facendo quasi dimenticare i tecnicismi ispirati proposti in questa avventura. Non resta che sperare in una completa revisione strutturale del prossimo episodio
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