Recensione di Infinity Blade 2

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Chair Entertainment
  • Lingua:

     Italiano, Cinese, Ceco, Inglese, Francese, Tedesco
  • Data uscita:

     1 dicembre 2011
- Comparto tecnico strepitoso
- Ampio e pieno di segreti
- Se non è piaciuto il primo, questo non farà molto per convertirvi
- Qualche bug su iPhone 4S
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A cura di (AleZampa) del
5,49€, Compatibile con iPhone 3GS, 4, 4S, iPod Touch (terza e quarta generazione) e iPad. Richiede iOS 3.2 o successive

Oltre un anno fa, non fummo eccessivamente teneri con il primo Infinity Blade. Certo, il comparto tecnico era (ed è tutt'ora) impressionante, il gameplay tutto sommato divertente, e la storia, per quanto ridotta all'ossa, aveva quel certo 'non so che' sufficiente a spingere ad andare avanti. Tutto questo però, sopratutto all'uscita, era rovinato dalla pochezza di contenuti e da un sistema a binari che, vista l'esigua estensione del castello iniziale, dava l'impressione di avere in mano solo un rapido, ma costoso, giro in giostra. Nonostante tutte queste resistenze il gioco ebbe un successo notevole, il che ha portato lo sviluppatore ChAIR a mettere mano ad un secondo capitolo della saga, che continuasse le avventure del nostro corazzato protagonista. E' il momento di togliere l'Infinity Blade dal chiodo e andare a dar la caccia a qualche Immortale.

Il cerchio della vita
Che ChAIR sia legata a filo doppio con Epic Games, oltre che dall'utilizzo magistrale dell' iOS Unreal Engine, lo si capisce anche dalla filosofia che permea questo Infinity Blade II, mutuata direttamente dalle parole che Cliffy B usò per descrivere ogni seguito che si rispetti: "Bigger, better, more badass", che potrebbe essere l'esatta descrizione di questo nuovo hack 'n' slash per dispositivi iOS.
Ma partiamo dalla trama, che in questa nuova iterazione della serie ricopre un ruolo decisamente più importante rispetto a prima: pur mantenendo l'idea di ciclicità e reiterazione dello sforzo, questa volta saremo sempre noi i protagonisti dell'azione e non la nostra progenie. Dopo infatti essere diventati immortali, in seguito alla sconfitta del Re Dio, ogni volta che periremo in qualche duello ci troveremo di fatto reincarnati (o resuscitati o ricreati, scegliete voi) in una sorta di laboratorio (che potrebbe tranquillamente ricordare le sezioni finali del precedente capitolo), dal quale ripartiremo per adempiere alla nostra missione.



Ma qual'è di fatto il nostro scopo? Dopo una sorta di prologo in terra orientaleggiante, nel quale veniamo spogliati della nostra armatura e della preziosa spada in grado di sconfiggere gli dei, ci è subito chiaro che lo scopo del protagonista è quello di porre fine alla stirpe degli immortali, e per fare ciò deve a tutti costi liberare l'Artigiano dei Segreti, entità mitica in grado di aiutarlo nella sue pericolosa quest. Partendo da questo assunto, quindi, il gioco si dipana nella solita serie di bivi che ci porteranno all'inevitabile scontro finale, ma con un piglio tutt'altro che scontato e ripetitivo come era accaduto invece nel predecessore.
A differenza della prima versione di Infinity Blade infatti, nella quale era possibile visitare l'intero castello in un solo playthrough, qua le cose si fanno decisamente più grandi e complesse: per accedere agli scontri finali, e avvicinarsi al nostro scopo, sarà necessario sbloccare tre diversi sigilli, ognuno dei quali ci condurrà a morte certa. Una volta rinati e tornati al castello potremo prendere vie alternative e differenti bivi, così da portare a compimento la nostra missione. Ci vorrà diverso tempo prima di riuscire ad avere ben chiara la planimetria del castello, e questo senso di spaesatezza non fa che aumentare l'impressione di trovarsi davanti finalmente ad un percorso vario nel quale saranno le nostre scelte a influire sul tipo di morte (perché di questo si tratterà per gran parte del gioco) al quale andremo incontro. Come dicevamo, ogni singolo aspetto del gioco è stato ampliato: troveremo molti più sacchi di denaro in giro, più pozioni e più forzieri.
Questi ultimi saranno di tre tipi diversi, che potremo aprire solo dopo aver trovato la rispettiva chiave. Il nostro arsenale si è evoluto e ampliato con il resto del gioco, dandoci modo di poter acquistare anche pesanti armi a due mani o spade leggere a doppia impugnatura. I pezzi del nostro equipaggiamento inoltre potranno essere potenziati con particolari gemme che daranno abilità sia attive che passive, spaziando dall'aggiunta dell'elemento fuoco all'aumento della percentuale di drop di gemme o pozioni.



Un piccolo arsenale
Va dato merito a ChAIR di non essersi seduta troppo sugli allori, e di aver espanso l'offerta ludica non solo sul piano delle dimensioni dell'area di gioco, ma anche su quello del gameplay. Essendo questo un titolo basato sui duelli e i combattimenti, non potrà non farvi piacere sapere che ora potremo variare il nostro equipaggiamento bellico dalla classica accoppiata spada e scudo ad una più concreta (e dolorosa) gigantesca arma a due mani, fino ad arrivare al sempre arrogante quanto apprezzato dual wield. Se il combattimento tra spade e scudo è rimasto invariato (fatto salvo un necessario maggior tempismo per la parata), si è aggiunta la categoria delle armi a due mani, che in cambio di un potere d'attacco senza pari dovranno rinunciare allo scudo e puntare tutto su una sorta di parata depotenziata oppure affidarsi al blocco con l'arma, che consiste nel riuscire a sferrare un fendente uguale e contrario a quello del nemico, in modo da neutralizzarlo. Utilizzare la doppia arma invece renderà il combattimento tutta una questione di tempismo e velocità, visto che anche in questo caso non sarà possibile parare, ma avremo a disposizione una nuova schivata centrale.
Vista la gran varietà dei nemici e le reali differenze degli stili di combattimento gli sviluppatori ci invogliano a prestare maggiore attenzione al comparto ruolistico e, perché no, scegliere l'equipaggiamento adatto in base al titano da affrontare.

Sempre più bello
Per quello che possiamo vedere, Infinity Blade II è al momento lo stato dell'arte per i giochi iOS. L'impatto visivo è stupefacente, e per quanto le animazioni e la gran parte dei modelli poligonali siano stati presi senza cambiamenti dal primo titolo, non possiamo che ammirare la perizia dei programmatori ChAIR, in grado di creare ambientazioni più varie e ispirate che valorizzino al massimo il prodotto. Provato su un iPhone 4s, il titolo è una vera forza della natura, anche se in questo caso abbiamo ravvisato qualche sporadico crash, qualche rallentamento, e la tendenza a surriscaldare notevolmente il potente processore A5. Rimangono tutt'ora irrisolti anche alcuni piccoli bug che coinvolgono l'ottimo sonoro (musiche ed effetti azzeccati, oltre che la parlata degli immortali sostituita con un ben più comodo inglese sottotitolato), che fa sì che spesso il telefono rimanga muto quando non dovrebbe.
Recensione Videogioco INFINITY BLADE 2 scritta da ALEZAMPA Infinity Blade II riesce a migliorare in tutto e per tutto il primo titolo della saga ChAIR offrendo al giocatore quello che avrebbe dovuto essere il primo gioco ma non ha potuto. Il gameplay divertente e immediato (ma impegnativo), un'area di gioco che pur limitata in senso assoluto rappresenta un grosso passo avanti per la serie, e il continuo desiderio di arrivare alla fine per grindare e potersi permettere un nuovo pezzo di equipaggiamento fanno chiudere un occhio su un prodotto che in alcuni momenti dà l'impressione di riciclarsi furbescamente, ma ed allo stesso tempo setta nuovi parametri per quanto riguarda il livello tecnico raggiungibile sui sistemi iOS.
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