Recensione di BackStab

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Gameloft
  • Distributore:

     Gameloft
  • Data uscita:

     23 giugno 2011
La vendetta interessante punto di partenza I veri nemici sono i controlli...
...perché gli altri non costituiranno un pericolo
Comparto tecnico insufficiente
Rapporto qualità/prezzo decisamente sconveniente
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A cura di (DottorKillex) del
BackStab segna una svolta importante nel panorama dei prodotti targati Gameloft: da queste pagine abbiamo più volte lodato le produzioni della casa transalpina, che, pur peccando quasi sempre in originalità, hanno saputo riempire gli spazi vuoti nell'infinito store Apple, offrendo agli utenti un connubio di qualità e quantità, coprendo peraltro quasi tutti i generi, dai giochi di ruolo agli sportivi.
Stavolta siamo di fronte ad un IP del tutto nuovo, che non trae pesantemente ispirazione da alcun titolo esistente, sebbene, dopo qualche ora di gioco, appaiano chiare le muse ispiratrici dei programmatori d'oltralpe, che, incuranti dello scarso successo riscosso sul neonato Xperia Play, immergono anche l'utenza Apple in un mondo di carabine, tradimenti e sanguinose vendette.

Vendetta, tremenda vendetta...
Se vi uccidessero l'amata e vi sbattessero fuori dalla marina di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra, probabilmente non sareste dell'umore migliore.
E infatti Henry Blake, protagonista delle vicende narrate, è una furia, un mostro assetato di sangue, la versione marinaresca di Ezio Auditore, il peggior incubo dei suoi ex commilitoni.
La storia dietro a BackStab non brilla per originalità né coinvolge particolarmente, ma, a conti fatti, è forse uno degli elementi più riusciti, o meglio, che meno grava sul giudizio finale, cui, siamo sicuri, avrete già buttato un occhio.
Le cutscenes, che utilizzano perlopiù il motore grafico del gioco, non emozionano e anzi il più delle volte implorano di essere skippate, ma la vendetta rimane un tema affascinante e l'idea di come avremmo reagito se fossimo stati al posto del nostro alter ego spinge comunque a proseguire l'avventura, ammesso di chiudere entrambi gli occhi sulle mille magagne che affliggono gli altri comparti, da quello tecnico a quella della giocabilità.


...contro il giocatore!
Da parecchio non assistevamo ad un tale scempio. Ci spiace dirlo, ma questa è la nuda verità.
Partiamo dal sistema di controllo: il pad analogico virtuale, posto sul lato sinistro, muove il nostro alter ego su schermo, una stilettata del nostro dito muove la telecamera e consente di guardarci intorno e un tasto sul lato destro dello schermo corrisponde all'attacco con l'arma in dotazione. Questo sulla carta.
Nei fatti, purtroppo, le cose non funzionano affatto: la telecamera gioca ad un altro gioco, un po' come quei cameraman che si perdono l'azione durante una partita di calcio e avere la meglio su di essa sarà molto più impegnativo che sbarazzarsi delle frotte di nemici che tenteranno, con poca convinzione, di farci la pelle.
Il nostro personaggio, come il già citato eroe fiorentino di casa Ubisoft, sarebbe in grado di saltare e arrampicarsi automaticamente al contatto con muri e sporgenze, ma abbiamo perso il conto delle volte in cui, nel bel mezzo di un combattimento, Henry si è avventurato su una qualche parete, in un trionfo di caos in cui la già citata telecamera e degli avversari ebeti andavano a nozze.
Se a questo aggiungiamo numerosi bug, imputabili solo ad una mancata fase di testing, probabilmente tagliata per accelerare l'uscita del titolo, la mancata implementazione di un'intelligenza artificiale degna di questo nome e degli scontri all'arma bianca da rabbrividire, allora appare evidente come ci si trovi di fronte al decalogo di come un gioco non dovrebbe essere sviluppato.
Il motivo per cui le fasi di combattimento non divertono è una summa di quelli fin qui elencati: la telecamera ci impedisce di gestire bene la visuale, soprattutto in caso di assalto multiplo, mentre attacchiamo potremmo per errore spostare la visuale o deselezionare l'arma , consegnandoci ai nemici, e l'impressione generale è che questi siano compassionevoli, quasi si rendessero conto del supplizio che il giocatore è costretto a subire.
Non abbiamo mai visto la schermata del game over, nonostante le molte ore passate in compagnia di BackStab, e questo nonostante i problemi nell'interfaccia di controllo e i bug sparsi per i livelli.


Disastro su più fronti
Capolavori del calibro dei due N.O.V.A., di Dungeon Hunter, della saga di Modern Combat hanno fissato degli standard per lo store Apple, tanto da convincerci, anche inconsciamente, che, anche in caso di passo falso a livello di giocabilità e qualità globale di un titolo, la casa transalpina avesse comunque fornito una buona prova a livello grafico, tale era la padronanza dell'hardware dimostrata in precedenza.
E invece BackStab delude, e non poco, anche sotto questo punto di vista: a parte il modello poligonale del protagonista, non c'è un personaggio che si riesca a distinguere dagli altri.
Gli ambienti non sono da meno, piatti, con un numero insoddisfacente di poligoni, peraltro anche mal rivestiti: non si capisce perché il frame rate si dimostri instabile e incerto in più momenti dell'avventura, visto che la mole di dati da gestire è ampiamente al di sotto dell'attuale livello medio delle produzioni per iPhone e iPad che, come detto, Gameloft ha contribuito a fissare con la bontà dei suoi lavori negli ultimi due anni e mezzo.
Tacere sul doppiaggio sarebbe un gesto di clemenza nei confronti degli sviluppatori, ma così verremmo meno al nostro dovere di recensori il più imparziali possibile: la qualità è scadente, o meglio, decisamente sopra le righe, ma, dove Resident Evil quindici anni fa si proponeva volutamente come b-movie, con doppiatori adeguati al contesto, BackStab tenta di prendersi sul serio, proponendo però voci inadeguate quando non ridicole.
Recensione Videogioco BACKSTAB scritta da DOTTORKILLEX A fronte di un prezzo di ben 5,49 euro, e considerate le molte alternative di qualità che la ludoteca dei device Apple può vantare, la cosa migliore che si può dire di BackStab è che la versione attualmente disponibile è la 1.0.0, e cioè la prima, quella presumibilmente più grezza e che spesso, sullo store digitale della mela morsicata, va soggetta a numerosi aggiornamenti.
Ma se è lecito sperare che questi possano eliminare i bug e fixare i problemi di una telecamera priva di senso, non lo è credere che, tramite un semplice aggiornamento sia possibile dotare questo titolo di tutto ciò che gli manca, da una giocabilità coinvolgente ad un'intelligenza artificiale dei nemici, passando per un comparto tecnico all'altezza delle più recenti mirabilie ammirate sul Retina display.
Dispiace sempre sparare a zero sul lavoro altrui, ma magari questo passo falso servirà di lezione a Gameloft, che, siamo sicuri, continuerà a proporci prodotti di primo piano come ha fatto fino a prima di questo.
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