Recensione di Devil May Cry 4 Refrain

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Data uscita:

     3 febbraio 2011
6.0
Voto lettori:
9.6
- Finalente Devil May Cry per console mobile!
- Azione sempre frenetica
- Comparto visivo particolarmente povero
- IA non proprio competitiva
- Totale assenza dei filmati non interattivi
A cura di Alessandro Scrugli (SketchT) del
Il parco giochi di Capcom vanta di numerosi brand presenti su ogni genere di console, sia casalinghe che mobile. Da qualche tempo la casa giapponese ha deciso di intraprendere l’avventura sui fenomenali hardware Apple, purtroppo con risultati altalenanti: il porting di Street Fighter IV è sicuramente uno dei software più riusciti, ma per contrappasso il tanto atteso Dead Rising Mobile ha infranto i sogni dei fan della serie, pubblicando purtroppo un titolo che non può essere neanche lontanamente paragonato al fratello maggiore. Capcom ci riprova con Devil May Cry 4 Refrain, porting del primo celebre episodio multipiattaforma in cui vengono narrate le vicende di Nero, uno dei figli di Sparda.

Un porting a metà
Lo storyboard rimane invariato ed il giocatore si troverà velocemente di fronte al primo combattimento, proprio contro il tamarrissimo Dante che, per l’occasione, si trasforma in sparring partner utile solamente al completamento del tutorial iniziale. Purtroppo la beltà dell’introduzione originale viene del tutto eliminata, sostituita da alcune immagini statiche ed accompagnata da didascalie in cui vengono riportati i dialoghi del momento. Inizia così l’epopea di Nero, il quale vede davanti ai suoi occhi l’uccisione di Sua Santità da parte di Dante. Nero viene conseguentemente investito dell’incarico di inseguire il nemico di turno ed eliminarlo, percorso che cambierà inesorabilmente il punto di vista dell’eroe, il quale verrà a conoscenza dei segreti nascosti dalla Chiesa e dal Male al suo interno.

Tra cappa e spada
O meglio tra pistola e spada, dal momento in cui il giocatore può contare sul classico joypad virtuale adibito ai movimenti del protagonista mentre una serie di tasti, posti alla destra dello schermo, vengono collegati alle azioni possibili di Nero. Le configurazioni disponibili sono solamente due, aventi la sola differenza di suddividere l’attacco all’arma bianca o con la fida sputa fuoco, oppure raggruppare le mosse di offesa in un solo bottone, lasciando la gestione del proprio equipaggiamento alla IA. Nero può inoltre contare sul proprio braccio demoniaco, in grado di afferrare i nemici e scagliarli per lo scenario. Il marchio di fabbrica della serie è senza ombra di dubbio la presenza di boss di fine livello dalle dimensioni mastodontiche in grado di mettere a dura prova sia il protagonista di turno che un pattern particolarmente impegnativo. In Devil May Cry 4 Refrain i cattivoni mantengono le classiche stazze ma la IA non convince affatto e ci si riduce il più delle volte a menar fendenti senza aver bisogno di una strategia fatta e finita.

Tanto fumo e niente arrosto
Il motion engine sviluppato per l’occasione garantisce la classica velocità d’azione ed i combattimenti effervescenti che hanno sempre caratterizzato a saga di DMC, il tutto coadiuvato dalla presenza di un protagonista possedente una verve fuori dal comune. Purtroppo in Devil May Cry 4 Refrain queste caratteristiche non vengono esaltate a causa di una estrema semplificazione eccessiva della totalità del gioco. Oltre alla totale eliminazione delle scene non interattive, Nero è costretto a vagare in ambienti molto simili tra loro, talmente spogli e privi di dettagli grafici da differenziarsi esclusivamente grazie alle diverse tonalità di background, riducendo così la possibilità di perdersi nelle differenti locazioni. In contrapposizione i modelli poligonali utilizzati per la ricostruzione sia del protagonista che di tutti i personaggi presenti nell’intera avventura convincono pienamente, grazie soprattutto ad una particolare cura delle texture e delle attenzione certosina data in fase di creazione delle animazioni.
Il comparto audio pesca a piene mani dalla versione per console casalinghe, alternando momenti di sinfonie leggere a ritmi metal incalzanti, in grado di caricare l’adrenalina del giocatore nei momenti di scontro contro gli antagonisti.
Recensione Videogioco DEVIL MAY CRY 4 REFRAIN scritta da SKETCHT Capcom non riesce nell’intento di regalare ai fan della serie di Devil May Cry un porting degno di nota. La carenza tecnica, soprattutto per quanto riguarda il motore grafico, incide pesantemente sulla valutazione finale del gioco e non rende giustizia alla beltà del titolo originale per console casalinga. Devil May Cry 4 Refrain rimane un buon titolo da affrontare senza dover spremere troppo le meningi e concentrando le proprie energia sulla devastazione più totale.
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