Recensione di Aralon Swords and Shadows HD

Copertina Videogioco Aralon
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Crescent Moon
  • Lingua:

     Inglese
  • Data uscita:

     Disponibile
- Mondo vastissimo
- Tantissime cose da fare
- Vario e completo
- Non introduce nulla di nuovo
- Lock dei nemici da rivedere
- Avremo spesso una fastidiosa sensazione di "già visto"
A cura di (AleZampa) del
iPhone e il suo potenziale come console portatile stanno inesorabilmente crescendo, inutile girarci intorno. Ogni mese, per non dire settimana, vengono rilasciati nuovi titolo validi, che alzano lo standard qualitativo del dispositivo, facendoci spesso dimenticare che, tutto sommato, si tratta pur sempre di un telefono (o di un tablet o un lettore mp3!). Aralon: Sword and Shadows HD è proprio uno di questi, un titolo la cui ispirazione (stiamo ovviamente parlando della serie Elder Scrolls di Bethesda) e ambizione non sono celati a nessuno e che ci porterà però, nel corso di questa recensione, ad una riflessione più approfondita sulla direzione che il gaming sta prendendo sugli iDevice di casa Apple.

Choose your destiny
Non ci soffermeremo molto sulla storia che lega le vicende che andremo a vivere nel reame di Aralon perchè, nonostante sia interessante e con qualche colpo di scena, non è di quelle narrazioni che rendono memorabile un gioco di ruolo. Vi basti sapere che avremo, come capita nella maggior parte dei casi, sulle spalle il destino del fragile regno di Aralon, nato dalla collaborazione tra le tre razze di Umani, Elfi e Troll (tutte selezionabili al momento della creazione del personaggio), che cercano di tornare ai fasti del passato dopo che l'imperatore Thalos ha causato un sorta di cataclisma mentre era alla ricerca dell'immortalità. Come dicevamo, potremo selezionare il personaggio tra umani, elfi o troll, sceglierne il sesso (ad esclusione dei troll, che possono solo essere uomini) e la classe (sono presenti Warrior, Rogue, Ranger o Mage, ognuno ovviamente con caratteristiche peculiari e armi dedicate, che nulla aggiungono o tolgono agli archetipi del genere), e, dopo aver modificato alcuni parametri dell'aspetto del nostro avatar, potremo finalmente gettarci a capofitto nello sconfinato mondo propostoci dagli sviluppatori di Crescent Moon. E' proprio questa la cosa che stupisce di più in questo prodotto: la vastità (e diversità) degli ambienti proposti, la quantità delle quest principali e secondarie che potremo affrontare, l'impatto visivo (ed emotivo) della nostra prima alba in un accampamento tra un villaggio e l'altro.

Mantenere il controllo
Il gameplay di Aralon non si discosta di molto dal genere a cui appartiene e dai capolavori a cui si ispira: il nostro compito sarà guidare la nostra controparte virtuale in una terra animata e dinamica, seguendo la lunga quest principale (che si attesta intorno alle 15-20 ore di gioco, quasi 30 decidendo di prendere le diramazioni secondarie dalla storia) e interagendo con i vari personaggi a disposizione. Nonostante la main quest sia tutto sommato classica e lineare, si ravvisa talvolta una eccessiva dispersione e mancanza di chiare indicazioni, lasciando in alcuni passaggi il giocatore quasi allo sbando, senza un preciso obiettivo da seguire o idea di dove questo obiettivo sia. I comandi sono intuitivi e rispondono con precisione, la configurazione è quella ormai diventata classica per il genere su iPhone con uno stick virtuale di movimento sulla sinistra, una barra configurabile per le azioni rapide in basso e il tasto azione sulla destra, che durante i combattimenti si dividerà in due tasti, rispettivamente attacco e parata. Il sistema di combattimento, per quanto semplice, è divertente e ben realizzato, nonostante in questo ambiente si ravvisi il più grande difetto del gioco, e cioè un grossolano sistema di lock degli obiettivi che porterà più volte ad avere come target nemici non alla nostra portata, su altri piani, e talvolta persino in altre aree, rendendo così a momenti difficoltoso riuscire a uccidere il nemico più prossimo a noi. Per il resto, tutto ciò che concerne strettamente l'apparato ludico del titolo Crescent Moon è ben realizzato e ispirato, le ambientazioni come dicevamo variano dalle classiche necropoli e miniere fino ai deserti, dalle brughiere desolate alle foreste impenetrabili e sono piene di nemici e personaggi secondari che ci daranno nuove quest (apprezzabile a tal proposito il tentativo di renderle il più varie possibile, tentativo però riuscito solo a metà visto che data la mole di missioni secondarie, il più delle volte si tratterà solo di parlare con tal personaggio, trovare un determinato numero di oggetti o uccidere tot nemici.). Altra piccola chicca, non trascurabile vista la grandezza delle distanze che percorreremo nel reame di Aralon, è quella di poter accedere ad un certo punto del gioco a diverse cavalcature, 8 in totale, che diminuiranno non di poco i tempi di percorrenza da un villaggio all'altro.

Accontentarsi o non accontentarsi?
Tecnicamente ci troviamo davanti ad un titolo davvero impressionante. Non tanto per la grafica, che risulta in ogni caso molto ben definita e caratterizzata, o per la modellazione poligonale, che certo non brilla per varietà, animazioni o realismo dei volti degli NPC, ma perchè riesce a mantenere ottimi livelli in un mondo così vasto e articolato, riuscendo a ridurre al minimo rallentamenti e caricamenti, dovuti perlopiù al passaggio da una zona all'altra. Si nota inoltre un vistoso effetto pop-up, alcuni bug minori e dei glitch grafici (evidenti sopratutto quando montate in sella ad una delle vostre cavalcature), difetti sui quali in ogni caso si passa sopra senza problemi visto che caratteristica del titolo non è la mera realizzazione tecnica, ma il coinvolgimento dato da un mondo ottimamente pensato. Il sonoro svolge alla perfezione il suo compito, con musiche coinvolgenti, ma mai invadenti e effetti sonori azzeccati.
A questo punto però occorre fermarsi un secondo a riflettere su cosa noi possessori di iPhone vogliamo per il nostro device. Nello specifico, Aralon è un titolo davvero convincente, come pochi ne potete trovare in App. Store: è un prodotto completo, sconfinato, sviluppato per farvi passare molte ore in sua compagnia e offrire un'esperienza di gioco di altissimo livello come ancora non era stato fatto sui telefonini con la mela. Come gioco di ruolo però, decontestualizzato dalla piattaforma sulla quale è distribuito, è un titolo tutto sommato solo vicino alla sufficienza, che offre sì tanto, ma che non fa nulla di nuovo e che non ha un comparto tecnico che faccia gridare al miracolo. Bisogna quindi capire, in questa fase di ossessivo sviluppo e crescita dei terminali portatili Apple, quanto gli sviluppatori possano contare ancora sull'assunto che tutto sommato il gioco che stanno sviluppando "gira pur sempre su un telefono", e quando invece i gamer pretenderanno di più e inizieranno a considerare iPhone una vera e propria console, e non solo un telefono con una spiccata propensione al gioco portatile.
Recensione Videogioco ARALON SWORDS AND SHADOWS HD scritta da ALEZAMPA Aralon: Sword and Shadow HD è un titolo che farà sicuramente felici tutti gli amanti dei giochi di ruolo con impronta occidentale. La lunga quest principale, le tante missioni secondarie, i controlli precisi (seppur con qualche sbavatura) e il buon comparto tecnico fanno del titolo di Crescent Moon un must have per gli amanti del genere e in generale un prodotto validissimo capace, per lunghi tratti, di farci dimenticare che il dispositivo sul quale stiamo giocando è un telefonino. I gamer più smaliziati però non mancheranno di notare che in ogni caso Aralon non aggiunge nulla di nuovo al genere, e che dia, a volte, una fastidiosa sensazione di già visto e già provato, che sembrano voler suggerire le intenzioni degli sviluppatori: creare cioè un ottimo gioco di ruolo per iPhone, e non un ottimo gioco di ruolo in senso assoluto. Dettagli a parte in ogni caso l'acquisto è caldamente consigliato, nonostante il prezzo lievemente più alto delle produzioni analoghe, che avranno in ogni caso su iPhone da ora un nuovo metro di paragone.
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