Recensione di Shadow Guardian

Copertina Videogioco Shadow Guardian
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Gameloft
  • Distributore:

     Gameloft
  • Data uscita:

     16 Dicembre 2010
- Atmosfera interessante
- Colma un vuoto nell'App Store
- Buon comparto grafico
- Controlli mal calibrati
- Eccessivamente lineare
- Gli aiuti automatici rendono inutile l'esplorazione
- I.A. carente
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A cura di (Shiryo) del
Gameloft non sembra ormai più nascondere la volontà di portare su periferiche portatili di casa Apple titoli evidentemente ispirati ai più grandi colossal per console Next Generation. Anche il neonato Shadow Guardian strizza palesemente l'occhio a Uncharted e Tomb Raider, ma avrà un'anima sua?

Flashback e deja vu
Rapito ed imprigionato in una strana macchina che ne blocca i movimenti, il protagonista Jason Call si trova privo di memoria in un laboratorio, al cospetto di uno scienziato tormentato dal volerne ricostruire i ricordi. E' evidente come gli sviluppatori abbiano pensato che il flashback, oltre essere di moda di questi tempi, rappresenti un comodo espediente per giustificare con astuzia livelli completamente slegati tra loro. Per quanto palesemente ispirato a famose produzioni, Shadow Guardian riesce con successo a colmare un gap dell'App Store, finora orfano di un vero e proprio action adventure consono alle controparti console.
Nel titolo Gameloft il bel protagonista, invero mancante del carattere del più celebre Drake, si trova ben presto ad esplorare il suo primo ricordo in un livello che fa da preambolo ad altri sei di difficoltà crescente, ma mai troppo impegnativa. Le aree esplorabili si dimostrano per la maggior parte lineari e fin troppo semplici da superare: anche quando gli enigmi si rivelassero di complicata soluzione, una serie di dialoghi introspettivi del personaggio, non disattivabili, sveleranno continuamente il passo successivo da compiere, facendo venire meno la necessità di ragionare sugli enigmi proposti. A rendere le cose un po' più complicate ci pensa perlomeno la grande quantità di nemici, siano essi creature dell'oltretomba risvegliate dalla vostra presenza, militari delle forze nemiche, inspiegabilmente appostati perlopiù nelle stanze che voi riuscireste a raggiungere solo risolvendo complicati enigmi. A calcare ulteriormente la mano sulla eccessiva linearità, v'è la scelta da parte degli sviluppatori di ridurre a zero il backtracking: anche nei momenti in cui sia necessario tornare in una stanza principale per risolvere un enigma i cui elementi siano dislocati in più aree nei dintorni, avrete a disposizione teletrasporti automatici. Questo evita fastidiosi percorsi a ritroso, ma semplifica ulteriormente un'esplorazione già mortificata dagli elementi sopracitati. Considerando che anche le fasi di sparatoria risultano poco impegnative a causa di un'intelligenza artificiale nemica molto carente, risulta chiaro come gli aspetti del gameplay, per quanto tra loro ben bilanciati, presentino più di una mancanza.

Difficoltà di controllo
Il sistema di controllo si basa sull'utilizzo di un classico joystick virtuale nella parte sinistra dello schermo, unitamente alle icone presenti sulla destra: tra queste sono sempre visibili quelle dedicate allo scatto, alla mira e al fuoco, mentre solo contestualmente all'ambiente compaiono quella dedicata alla copertura e quella per il salto. Dobbiamo purtroppo segnalare che il sistema scelto non sembra essere del tutto adatto al gameplay nè particolarmente al passo con i tempi: il joystick è fisso e non mobile com'è ormai consuetudine per i titoli di genere affine, fattore che impone una postura predefinita al giocatore. Seppur accettabile su iPhone, questo diventa un difetto considerevole su iPad, dove la presa imposta risulta piuttosto bassa ed oggettivamente scomoda. La gestione della visuale, piuttosto macchinosa, è un passo indietro a quanto proposto da Gameloft stessa in altri titoli: è ormai quasi uno standard la presenza di un secondo joystick analogico per la gestione del punto di vista che, se premuto, permette di fare fuoco. In Shadow Guardian è invece necessario mirare spostando il pollice destro in un'area libera da altre icone, il che spesso porta a coprire elementi importanti alla vista, con effetti poco piacevoli durante le fasi più concitate.
Da segnalare un troppo restrittivo riallineamento della telecamera alle spalle del personaggio, che porta spesso a dover combattere con la visuale mentre si tenta di direzionare la corsa. Se a questi difetti si aggiunge il continuo apparire e scomparire del tasto dedicato all'appostamento in copertura, che finirà prima o poi per materializzarsi sotto alle dita durante la gestione della telecamera con conseguenti movimenti inconsulti del personaggio, il quadro che ne scaturisce è quello di un sistema di controllo poco malleabile nelle fasi più tranquille di gioco, e fastidiosamente confuso in quelle più movimentate. Nelle frequenti aree in cui siano richiesti platforming e scalata, il sistema dimostra prestazioni più convincenti, seppur persistano i problemi di allineamento della visuale e si profili un nuovo difetto: a causa dell'apparizione solo contestuale del tasto di salto, qualunque ostacolo diventa facilmente superabile senza alcun ragionamento di sorta. Anche la scalata più impervia ed apparentemente complicata diventa semplice dal momento che, nel dubbio sul dove spostarsi, è sufficiente roteare il joystick sinistro a sino all'apparizione dell'icona, che palesa la giusta direzione da intraprendere.
Prestazioni migliori per l'automira, che permette l'eliminazione dei nemici tramite la ripetuta pressione del tasto sparo, eventualmente dirigendo lo sguardo verso specifici avversari. Meno efficace tuttavia la “mira precisa” in fase di copertura dato che, diversamente da quanto sia lecito aspettarsi, prevede di gestire il mirino tramite il sistema di spostamento della visuale e non tramite il joystick, con tutti i problemi che questa scelta porta con sè.

Anche senza Unreal Engine...
Considerata la mancanza dei binari visti negli ultimissimi RAGE ed Infinity Blade, il comparto tecnico di Shadow Guardian rappresenta un traguardo di tutto rispetto. Purtroppo ad una buona risoluzione generale e ad un'ottima scelta di cromatismi si affianca una certa legnosità delle animazioni, aggravata talvolta dalla gestione delle telecamere non ottimale. Buone le musiche, seppur non particolarmente coinvolgenti, semplici ed efficaci i campionamenti delle armi. Di buon livello il doppiaggio in inglese, solamente sottotitolato in italiano, e non accompagnato da espressioni facciali dei personaggi.
Recensione Videogioco SHADOW GUARDIAN scritta da SHIRYO Shadow Guardian rappresenta la prima valida presenza in App Store per un genere molto amato come l'action adventure. Nonostante la buona qualità generale, il titolo Gameloft non raggiunge l'olimpo dei must buy a causa di difetti evidenti nel sistema di controllo ed altre mancanze, come l'estrema linearità dei livelli aggravata dagli eccessivi aiuti non disattivabili, che finiscono per mortificare le fasi esplorative e riflessive. Il consiglio d'acquisto va sicuramente agli amanti del genere decisi ad addomesticare un sistema di controllo non perfetto, pur di vivere un'avventura interessante che saprà regalare numerosi emozionanti deja vu.
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