Recensione di Earthworm Jim

- Personaggio-mito dell’era 16 bit
- Audio rimasterizzato
- Buona resa grafica
- Sistema di controllo a dir poco ostico
- Nessuna aggiunta di rilievo all’originale
- Longevità scarsa come sedici anni fa
A cura di (DottorKillex) del
Bei tempi quelli dei 16 - bit. Se l’era degli 8 - bit, dal NES al Master System all’indimenticato PC Engine hanno segnato il ritorno in grande stile del divertimento videoludico casalingo, quella successiva dei 16 - bit, dominata da Super Nes di Nintendo e da Sega Mega Drive ha segnato l’eccellenza della grafica bidimensionale, i primi (timidi) esperimenti in ambito 3D (spesso più fittizi che reali) e una line - up di giochi indimenticabile, fonte di moltissime tra le saghe che proseguono ancora oggi, vent' anni dopo.
Earthworm Jim fu uno dei massimi esponenti del genere platform, un gioco completamente fuori di testa che, tra vermi armati, mucche volanti e gare di bungee jumping, e spopolò tanto sulla console Sega che su quella Nintendo.
Oggi, a 2010 inoltrato, Gameloft ci ripropone le pazze avventure del verme che diede lustro al marchio Interplay nei primi anni ’90.

Politically (un)correct
Quasi a volersi differenziare dal buonismo pacioccoso della saga di Mario, così come dal ritmo ipercinetico dei giochi dedicati a Sonic, le avventure di Earthworm Jim si svolgevano in un mondo strano, pieno di colori e personaggi al limite del grottesco, da non prendere mai troppo sul serio, e puntava deciso su un ritmo decisamente più lento, accompagnato a scontri a fuoco che ricordavano un po’ i primi Metroid, pur rimanendo sostanzialmente un platform puro, in cui la precisione nel salto rimaneva la principale abilità richiesta al giocatore. Stavolta per salvare la Principessa Come-si-Chiama (What’s-her-name nella versione originale) dalle grinfie del malefico Psy-Crow.
Oltre allo humour che pervadeva tutta l’avventura, il gioco fu apprezzato anche per la capacità di offrire qualcosa di nuovo, come dei livelli che, spezzando la monotonia del gioco a piattaforme classico, mettevano il nostro vermone alla guida dei mezzi più improbabili, e proponevano gare di velocità degne di un gioco di corse arcade. Un diversivo che in molti apprezzarono.

Sei proprio un verme
E partiamo proprio da qui, dai livelli a bordo della navetta, che risultano decisamente i più giocabili, visto che in questo porting per iPhone i controlli sono affidati all’accelerometro, che rende questi momenti eccezionalmente coinvolgenti e dona loro una nuova dimensione rispetto al gioco originale. Purtroppo, però, le note liete a livello di controlli finiscono qua. Dove l’ultima fatica Gameloft pecca è infatti nel sistema di controllo, un po’ per limiti intrinseci alla macchina (il pad virtuale di iPhone non è mai stato particolarmente performante), un po’ per una mancanza di cura in fase di programmazione e soprattutto di beta testing. Controllare Jim diventa così un’impresa assai ardua, perché il feedback di risposta dei tasti direzionali è lento, e spesso alla pressione di una direzione il nostro alter ego non si muoverà prima di un secondo, causando morti accidentali (e fastidiose) e costringendoci spesso a ripetere parti del livello perché, nella data situazione, non siamo riusciti a cogliere al volo il gancio giusto.
I limiti di controllo pesano anche sugli scontri a fuoco, durante i quali sprecherete decine di proiettili (soprattutto contro i nemici volanti) perché il nostro vermone non riuscirà a sparare in diagonale, ma solo nelle quattro direzioni principali: se la memoria non ci inganna, nel titolo originale questo era invece possibile, e rendeva gli scontri a fuoco spassosi come il resto dell’esperienza.
Se a tutto questo aggiungiamo che i platform, per definizione, sono giochi che raramente perdonano imprecisione nei salti o negli atterraggi, va da sé che il risultato non è dei migliori: solo chi non ha mai giocato alla prima incarnazione del mollusco rosa può trovare accettabili i comandi di gioco, come quelli di un qualsiasi altro platform legnoso (e su App Store purtroppo ce ne sono diversi), ma tra coloro i quali hanno avuto modo di divertirsi all’epoca dei 16 - bit, questo remake lascerà un antipatico retrogusto amaro in bocca.

Maquillage
I rimpianti aumentano se si guarda a tutti gli altri aspetti di questa edizione di Earthworm Jim: la rinnovata veste grafica brilla di luce propria, offrendo sul piccolo ma brillante schermo del device Apple uno spettacolo di prim’ordine, che, pur nella sua bidimensionalità, non ha nulla da invidiare alle produzioni più recenti (e sulla carta più blasonate).
Anche la colonna sonora ha beneficiato di aggiustamenti e una rimasterizzazione dell’audio, che dal gracchiante suono a 16 - bit diventa così una soundtrack di tutto rispetto, soprattutto se ascoltata in cuffia.
Se i livelli sono rimasti gli stessi dell’originale, che non era esattamente il titolo più longevo del catalogo del Genesis né del Snes), la sensazione, forse amplificata dall’ingrato sistema di controllo, è che il livello di difficoltà medio sia stato leggermente innalzato, a proporre una sfida tra le più ardue tra quelle che potete trovare nell’enorme store digitale di Apple.
Recensione Videogioco EARTHWORM JIM scritta da DOTTORKILLEX Dopo una sequela impressionante di grandi titoli, Gameloft tira un po’ il fiato: Earthworm Jim è un gioco ben realizzato, un porting sicuramente migliore di molti altri pensati per iPhone (alla Sega fischieranno le orecchie dopo la pessima conversione di Sonic), tirato a lucido a livello tecnico e che, soprattutto, permette alle nuove generazioni di cimentarsi con uno dei platform più rilevanti degli anni passati.
Nonostante l’impegno profuso, e un prezzo davvero d’occasione (solo 0,79 cents), proprio non possiamo sorvolare su un sistema di controllo a tratti irritante, scomodo, che sembra fare di tutto per impedire all’utente di godersi il gioco piuttosto che agevolarlo nelle sue peripezie per le grottesche ambientazioni del mondo di Jim.
Il gioco resta consigliato a chi non ha mai avuto modo di provare l’originale, perché lo humour e la simpatia del personaggio valgono da soli il costo dell’applicazione: chi ha qualche anno in più farebbe invece bene a conservare il bellissimo ricordo dei pomeriggi passati a smanettare con l’Earthworm Jim originale.
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