Recensione di Dungeon Hunter

Copertina Videogioco Dungeon Hunter
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Gioco di ruolo
- Ottimo impatto grafico
- Centinaia di oggetti collezionabili
- Longevo quanto basta
- Controlli che lasciano a desiderare
- Ripetitività di fondo

A cura di (DottorKillex) del
Gioco Testato con Iphone 3GS.

Gameloft è sicuramente una delle software house che stanno aiutando l’App Store a diventare sempre più un luogo magico, intangibile ma affollato di giochi che stanno man mano scrivendo la storia di iPhone, che da device multimediale sta lentamente diventando parente stretto di console portatili del calibro di PlaystationPortable di Sony e DSi di Nintendo.
Alcuni tra i titoli più entusiasmanti disponibili nel catalogo Apple portano infatti la firma di questa casa di sviluppo transalpina, già molto famosa nell’ambito dei giochi in JAVA per cellulare, e che si sta facendo un nome anche a livello di appassionati di console.
Come GT Academy stava a Gran Turismo e come N.O.V.A. fa il verso ad Halo, ecco che Dungeon Hunter sta a Diablo, indimenticato hack’n’slash che rivoluzionò il genere e che può contare su milioni di nostalgici appassionati.

Un regno affogato nel sangue
Una storia banale, ma ben narrata e dai toni gotici, ci introduce alle avventure che dovremo vivere in prima persona, nei panni del principe di Gothicus, insieme vittima e carnefice di un vortice di eventi cupi e sanguinosi: promesso sposo di una bellissima dama, proprio nel giorno delle nozze vede le forze del male uccidere la propria amata e, disperato, decide di ricorrere alle arti della magia nera per riportarla in vita. Ma qualcosa va storto, e il principe rimane vittima della stessa principessa, che, posseduta dalle forze del male, lo trafigge e lo uccide, insediandosi al potere ed instaurando un regno di terrore.
Il gioco, dopo averci mostrato sommariamente questi eventi grazie all’introduzione animata, parte proprio da qui: riportato in vita da una delle fatine sopravvissute, il principe dovrà farsi largo tra centinaia di mostri, dai classici scheletri ai minotauri, passando per Balrog di tolkeniana memoria, e riportare l’ordine nel suo regno, fino allo scontro finale con quella che un tempo era la sua amata.
I binari già percorsi da DiabloBaldur’s Gate poi, insomma, si arricchiscono di un nuovo ramo, senza innovazioni né colpi di scena, ma va detto, a onor del vero, che, come per i picchiaduro, in questo genere di giochi la trama è vista come un qualcosa “in più” dall’appassionato, ben più interessato alla quantità di oggetti collezionabili e al bestiario che gli si opporrà. E in questi campi il titolo Gameloft non delude affatto.

Eroe sdrucciolevole
Parlando di meccaniche di gioco e giocabilità, conviene forse partire da ciò che funziona meno, a fronte di tanti pregi: il sistema di controllo. In particolare, la croce direzionale virtuale, posta in basso a sinistra, non assicura quella precisione e quella risposta ai comandi che ci saremmo aspettati, e, sebbene nelle mischie più furibonde la cosa si noti meno perché circondati da nemici, negli scontri uno contro uno appare evidente che spesso mancheremo il bersaglio (subendo danni) per colpa dei controlli, a causa dei quali sarà sempre necessaria una sovrabbondanza di pozioni curative per non rischiare una prematura dipartita. Magari un aggiornamento potrebbe risolvere il problema, ma sulla versione da noi testata questo risultava come il peggior difetto di Dungeon Hunter.
Tutto il resto, invece, si è dimostrato, alla prova dei fatti, più che buono. Partendo dalla scelta di classe iniziale (guerriero, ladro o mago), e passando dallo splendido impatto grafico, il titolo denota cura per i dettagli (ad esempio armi ed equipaggiamenti indossati saranno sempre ben visibili sul vostro alter ego), e una miriade di oggetti diversi da collezionare, che, oltre a spingere a rigiocare l’avventura, magari impersonando una delle altre due classi, arricchiscono l’esplorazione dell’elemento “collezionistico”, che già aveva decretato la fortuna di diversi titoli affini.
La monotonia dell’alternarsi tra dungeon e città sarà spezzata da ambientazioni innevate, foreste, ruscelli e spazi aperti, in quello che potremmo definire come una sorta di evoluzione rispetto alle buie catacombe viste in Diablo. Gli effetti di luce che danno vita alle ambientazioni, così come quelli degli incantesimi, vi faranno dimenticare, per un attimo, di avere tra le mani “solo” un iPhone.
Altra freccia nell’arco dl gioco Gameloft è sicuramente rappresentata dalla buona varietà di mostri che andremo ad affrontare (anche se lo schema del gameplay di rado si discosterà dalla furiosa pressione del pulsante d’attacco), e ancor più dal livello di personalizzazione del nostro eroe, sia per quanto concerne armi e armature, sia per la distribuzione dei punti bonus al passaggio del livello, che faranno del nostro alter ego plastilina nelle nostre mani (chi scrive si è dilettato a creare un mago che non disdegnava le mischie come il peggior attaccabrighe da bar!).

Specchietti, allodole e ombre
Come anticipato, il comparto grafico del gioco soddisferà anche le pupille dei più esigenti: certo, le ombre create dalle torce non saranno dinamiche, e le texture dei mostri non sempre convincenti come quelle del protagonista, ma chi ama portarsi dietro la propria passione per i videogiochi, sarà abituato a scendere a compromessi: considerando l’hardware su cui gira, e il ciclo di vita ancora relativamente breve di iPhone, Dungeon Hunter ha dello strabiliante nella riproduzione di ambienti credibili, nella fluidità e nella resa visiva globale.
Non meno performante il lato sonoro, con dei temi classici del genere, che enfatizzeranno l’atmosfera gotica che pervade il titolo e gli scontri più aspri, tanto da far passare quasi sotto silenzio la possibilità di riprodurre i propri brani preferiti durante il gioco.
Certo, l’originalità latita, ma d’altronde il genere negli anni si è sempre ripetuto uguale a se stesso, e la line-up Gameloft ha brillato più per qualità che per freschezza dei prodotti che la compongono.
Recensione Videogioco DUNGEON HUNTER scritta da DOTTORKILLEX Le critiche a un gioco come Dungeon Hunter vengono facili quasi quanto citarne i pregi: manca di profondità, i combattimenti risultano un po’ semplificati rispetto alle controparti casalinghe, le quest secondarie si assomigliano un po’ tutte e via dicendo. Ma questi sono più limiti intrinseci del genere di appartenenza che del titolo Gameloft, e quindi non crediamo sia giusto metterli in conto: chi compra un prodotto del genere, sa a cosa va incontro, nel bene e nel male.
Peccato invece per un sistema di controllo “sdrucciolevole”, che genera caos nell’uno contro uno e impedisce al titolo di raggiungere picchi di giocabilità più alti, come invece riesce a fare benone in campi quali la grafica, il commento e gli effetti sonori e la quantità di mostri e location da visitare.
Non un acquisto imprescindibile, insomma, ma un titolo solido, ben realizzato e appagante.
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