Recensione di Blades of Fury

Copertina Videogioco Blades
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Data uscita:

     disponibile
- Sistema di controllo ben realizzato
- Appagante e immediato
- Buon cast di personaggi
- Buona realizzazione tecnica
- Rallentamenti fastidiosi
- Livello di difficoltà risibile
- Caratterizzazione dei personaggi un po’ anonima
A cura di (DottorKillex) del
Gioco Testato con Iphone 3GS.

Gameloft, software house transalpina da sempre specializzata nel mercato portatile (cellulari soprattutto ma anche qualche titolo per Nintendo DS e PSP), si è guadagnata sul campo il titolo di sviluppatrice regina per iPhone, inondando il mercato della piattaforma Apple di titoli di ottima qualità, spesso riduzioni “non ufficiali” di giochi arcinoti disponibili su altre console.
Stavolta è il turno della versione per il melafonino di un classico dei picchiaduro 3D, il tanto amato Soul Calibur, da cui è stata tratta parecchia ispirazione per questo Blades of Fury, primo, vero picchiaduro in tre dimensioni apparso su App Store diverse settimane fa.

Alla ricerca della sacra armatura
Come gran parte dei picchiaduro in commercio, il background narrativo dietro Blades of Fury è pretestuoso e trascurabile, e d’altronde nessun appassionato del genere si aspetta nulla di diverso: i dieci lottatori che si confrontano a colpi di arma bianca nel gioco hanno ognuno il proprio motivo personale per partecipare al torneo, ma il fine ultimo è sempre lo stesso, e cioè il ritrovamento di una armatura sacra che dona enormi poteri a chi la indossa.
Soprassedendo su questa evidente mancanza di originalità (difetto che purtroppo si estende anche ad altri aspetti della produzione), il gioco offre le modalità classiche per un beat’em’up, dall’arcade alla storia, passando per un survival mode discretamente ben realizzato, oltre ad una buona scelta tra personaggi molto diversi (si va dalle donzelle maggiorate ai lucertoloni armati) non solo a livello estetico ma anche per quanto concerne le tecniche di combattimento.

Dita come spade
Ciò che ha sempre limitato (e molto) la produzione e il successo del genere su dispositivi mobili è sempre stato il sistema di controllo che invece, ed è questo il merito principale di Gameloft, fa il suo sporco lavoro egregiamente: i controlli (a patto che scegliate la modalità classica con i pulsanti virtuali a schermo, l’altra è impraticabile) sono discretamente precisi, e offrono un tempo di risposta davvero minimo, che rende gli scontri sempre frenetici e adrenalinici, salvo sporadici rallentamenti.
Il solito d-pad virtuale posizionato nell’angolo in basso a sinistra, un tasto per una attacco orizzontale, uno per un attacco verticale e uno per un attacco magico, potenziabile tramite una barra che si riempie mentre subite ed infliggete danni, e che può arrivare fino al terzo livello.
La semplicità è la forza del prodotto, e forse anche il suo limite più grande, se è vero che l’approccio smanettone sembra rendere molto più che una tattica di gioco ben precisa.
Possibile anche infrangere l’armatura del nostro avversario, qualora questi abusasse della parata, e infliggergli, così, una grande quantità di danni.

Non è tutto oro quel che luccica…o sì?
Tecnicamente parlando, il gioco brilla di luce propria, offrendo una serie di personaggi ottimamente realizzati nei loro modelli poligonali, che dispongono di ombre dinamiche e sufficientemente credibili e che sfoggiano animazioni più che buone per una piattaforma così giovane.
A non convincere pienamente sono i rallentamenti, che, se appena sopportabili su un fiammante 3GS, diventano difficilmente sostenibili su un normale 3G, intaccando pesantemente il ritmo e la dinamicità degli scontri: difficile che un aggiornamento risolva il problema, visto che il gioco è disponibile già da un po’ (adesso al costo di 3,99 euro) e il problema sembra persistere.
Tra le cose meno riuscite anche il comparto audio, anonimo quando non fastidioso (fatta eccezioni per le frasi dei combattenti, gradevoli) e soprattutto il livello di difficoltà, inspiegabilmente basso, soprattutto se si fa buon uso degli attacchi magici, capaci di dimezzare la barra di energia avversaria già dal secondo livello.
Recensione Videogioco BLADES OF FURY scritta da DOTTORKILLEX La mancanza di una reale concorrenza, e una sistema di controllo riuscito anche di un device ostico per i picchiaduro come iPhone, fanno di Blades of Fury il miglior beat’em’up a incontri attualmente disponibile su App Store, senza ombra di dubbio.
Eppure c’è spazio per i miglioramenti, che un seguito potrebbe apportare, come un innalzamento del ridicolo livello di difficoltà, l’eliminazione di fastidiosi rallentamenti e una generale sensazione di copia e incolla dalla famosa saga Namco.
Un ottimo acquisto per gli amanti del genere.
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