Recensione di DOOM Resurrection

- Sistema di puntamento ben fatto
- Immediato e accessibile
- Graficamente d'atmosfera
- Un Doom che non è Doom
- Ambientazioni poco varie
- A volte confusionario
A cura di (Darkzibo) del
Gioco Testato con Iphone 3G.

La saga di Doom vide la luce nel 1993 per mano dei programmatori di ID Software e il suo arrivo cambiò drasticamente il mondo dei videogiochi che da quel giorno si appropriò del termine FPS. Dopo il primo episodio, ne furono sviluppati altri per vari sistemi, soprattutto PC, sino ad arrivare a Doom 3 per PC e Xbox. Proprio da quest’ultimo episodio prende spunto Doom Resurrection per Iphone.

Direttamente all’inferno
La storia riprende direttamente quanto visto in Doom 3. La trama risulta un pretesto per entrare nel mondo terrificante dove voi impersonerete un marine sopravvissuto all’apertura di un portale posizionato su un’astronave della UAC, collegato con l’Inferno, dal quale sono usciti esseri terrificanti. Vostro compito sarà quello di riuscire a fermare l’invasione e, naturalmente, di salvare voi stessi.
Come tutti gli amanti degli FPS sanno, Doom è stato uno dei primi, insieme a Wolfenstein 3D, a dare grande libertà di movimento all’interno dei propri livelli. Inizialmente anche Doom Resurrection avrebbe dovuto proporre questa grande possibilità, sicuramente molto apprezzata, ma purtroppo i programmatori non sono riusciti nell’intento ed hanno preferito optare per un percorso guidato in stile sparattutto da sala giochi, come Virtua Cop o Time Crisis. Sarà infatti la CPU a muovervi sino ai luoghi degli scontri e vostro compito diverrà quello di liberare la zona con un classico tiro al bersaglio evitando gli attacchi nemici. Il sistema di puntamento è piuttosto semplice perché Doom Resurrection fa un buon uso dei sensori di movimento che consentono di prendere la mira sui nemici oscillando il Melafonino. Certe volte, soprattutto quando si riprende il gioco magari dopo aver subito una sconfitta, il mirino sarà da ricalibrare e questa operazione sarà effettuabile inserendo la pausa e selezionando l’apposito tasto. I comandi sono molto ridotti e vi ritroverete con un pulsante virtuale in basso a destra che servirà per sparare, mentre un’altro in basso a sinistra utile per evitare gli attacchi nemici se premuto con il giusto tempismo. In alto a sinistra è presente il tasto per cambiare l’arma mentre a destra quello per ricaricarla.
La raccolta degli oggetti presenti sullo schermo è molto facilitata perché vi basterà un semplice tocco affinchè tutto possa essere afferrato dal protagonista. Le armi sono prese pari pari dalla serie per PC, con fucili a pompa, mitragliatrici, fucili laser e l'immancabile motosega.
Una nota dolente è suonata dalla IA dei nemici che sembrano inseriti nel contesto di gioco come se fossero semplici robot che ripeteranno di continuo le medesime due o tre mosse e la vostra unica difficoltà sarà quella di definire e prevenire l’ordine degli attacchi, per evitarli e contrattaccare anche se la cosa diverrà sicuramente più complicata con il passare degli stage. Ogni volta, poi, che porterete a termine un livello, lo sbloccherete nella modalità Free Play dove vi sarà concesso di rigiocarlo.
I livelli di difficoltà sono quattro in totale e solo gli ultimi due garantiscono un buon guanto di sfida in grado di tenervi per qualche ora (il gioco ne dura 4 al massimo) con il vostro Iphone tra le mani, affrontando gli otto stage piuttosto articolati.

Quasi nel terzo
Il comparto grafico di DOOM Resurrection prende spunto direttamente da quanto visto nel Terzo episodio su PC e Xbox. I modelli poligonali dei nemici risultano ben fatti e riescono nell’intento di riproporre quel terrore visto in DOOM 3. Sono sì composti da pochi poligoni rispetto all’originale, ma le texture che li ricoprono li rendono decisamente impressionanti. Anche l’imponenza di alcuni boss rende quest’ultimi temibili e in grado di mettervi in difficoltà. Purtroppo peccano di varietà e vi ritroverete in molte occasioni ad affrontare i medesimi avversari, sempre contraddistinti da movenze piuttosto legnose. Le ambientazioni rispecchiano al meglio quanto visto in Doom 3 e vi ritroverete in corridoi claustrofobici e opprimenti che spariranno non appena arriverete all’Inferno, dove il tutto sarà più ampio e decisamente spettrale. La nota dolente degli ambienti è dovuta al fatto che forse sono fin troppo simili e rischiano di accentuare la loro ripetitività.
Il comparto sonoro usufruisce pochissimo di tracce audio che saranno ben udibili nella schermata principale e impercettibili o addirittura assenti nel corso del gioco. Gli effetti sonori consentono al giocatore di riconoscere l’arrivo di un determinato tipo di nemico, ma niente di eclatante e degno di una vera nota di merito.
Recensione Videogioco DOOM RESURRECTION scritta da DARKZIBO DOOM Resurrection si presenta al pubblico come un titolo dalla veste grafica molto interessante, che riporta alla mente il vecchio Doom 3. Purtroppo però coloro che scaricano il gioco pensando di avere tra le mani un terzo episodio in miniatura, si dovranno ricredere, capendo in breve tempo di trovarsi un gioco molto più vicino a un House of The Death o Time Crisis che a un FPS. Anzi, con quest’ultima categoria DOOM Resurrection non ha nulla da spartire perché il concept originario è stato completamente stravolto. Con questo non si vuole assolutamente dire che il gioco sia di basso livello perché riesce comunque a garantire un buon numero di ore di divertimento, e si trova ad essere un buon titolo portatile sfruttando anche il sistema di puntamento con i sensori di Iphone. Nel caso foste nostalgici e cercaste il classico Doom, lo potete sempre trovare su App Store, allo stesso prezzo di DOOM Resurrection.
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