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Naughty: <b>The Last of Us</b> realistico

Naughty: The Last of Us realistico

The Last of Us
A cura di Luca “Metalwing” Marletta del 09/02/2012
Secondo lo studio di sviluppo Naughty Dog, la città visibilmente in rovina vista in The Last of Us potrebbe sembrare un pò irrealistica, dato che sono passati solo vent'anni dall'evento apocalittico che ha sconvolto la società, ma la software house ha spiegato che gli ambienti deteriorati si basano su di una ricerca di quello che potrebbe realmente accadere.

In un'intervista rilascata recentemente, il Game Director Bruce Straley e il Creative Director Neil Druckmann hanno dichiarato di essersi ispirati in parte ad un libro (e al documentario della BBC), The World Without Us, riferendosi all'esempio citato spesso della metropolitana di New York, la quale ha un bisogno costante del pompaggio dell'acqua per evitare delle inondazioni.

"I sistemi stanno per crollare. I computer portatili, i telefoni cellulari, l'accesso a Internet, le luci esterne: tutte queste cose si spegneranno prima o poi.", ha affermato Straley, "Siamo rimasti bloccati nel traffico di Los Angeles solo per cercare di arrivare al ristorante a dieci isolati di distanza: c'è voluta un'ora. Quando così tanta schifezza 'intasa' il sistema, è questo quello che potrebbe succedere.".

"Per la nostra ricerca ci siamo chiesti cosa sarebbe successo?", ha continuato Druckmann, "Quali sono i tempi della natura per recuperare il terreno rubato dall'uomo? Cosa succede quando i tubi di scarico si intasano, l'acqua inizia a raccogliersi in grandi pozze e i tetti cominciano a crollare? Ci rendiamo conto che, leggendo queste cose, sembra che ogni giorno stiamo costantemente lottando contro la natura.".

Straley porta alcuni esempi interessanti: "Potete trovare dei lotti abbandonati in cui adesso sono cresciute delle piante molto belle. A Detroit, ad esempio, ci sono sobborghi enormi che sono stati ripresi dalla natura. E' interessante notare questa cosa, questa 'porno rovina' che troviamo là fuori, dove la gente cerca queste strutture abbandonate per scattare delle foto e pubblicarle su Flickr.".