Gli autori di That Dragon, Cancer non hanno ancora guadagnato dal gioco

Gli autori di That Dragon, Cancer sono molto orgogliosi della loro opera, della quale vi abbiamo parlato anche nella nostra recensione. Il gioco, come ricorderete, racconta la storia del cancro che ha portato via il figlio degli sviluppatori, che hanno quindi deciso di ricordarlo con questo progetto. Parte dei fondi ottenuti sono donati in beneficenza, e gli autori hanno fatto sapere di non aver ancora guadagnato $1 dal gioco.



Secondo SteamSpy, le vendite attualmente ammontano a 14.000 copie, i cui incassi devono poi essere divisi tra gli otto sviluppatori.
Ryan Green ha fatto sapere che una parte dei soldi è stata anche investita per pagare i debiti accumulati dal team, ed ha provato a comprendere perché, nonostante il clamore suscitato dal gioco nella critica, le vendite siano state così limitate. A suo dire, buona parte delle responsabilità sarebbe da addossare agli autori di video Let's Play che hanno mostrato il gioco nella sua interezza.

"Abbiamo sottovalutato quante persone si sarebbero sentite soddisfatte anche solo a guardare il gioco, anziché a completarlo" si è reso conto. "Se compariamo il milione di visite che ha fatto registrare il nostro gioco su YouTube alle sue vendite su SteamSpy, ti rendi conto della disparità. Abbiamo visto molte persone postare tutto il gioco su YouTube con pochissimo commento. Abbiamo anche visto alcuni decompilarlo e pubblicare su YouTube la soundtrack."

"Se una parte di quelli che hanno guardato i Let's Play o li hanno trasmessi ci avessero donato anche solo $1, avremmo ciò che ci serve per continuare a creare, e per il beneficio della community dei Let's Play."

Il messaggio è chiaro: "vi stiamo chiedendo di restituirci il favore: se eseguite gli streaming Let's Play, non limitatevi a trasmettere tutti i nostri contenuti senza nessun commento, ma utilizzatene qualche porzione per raccontare la vostra storia e cominciare una conversazione con i vostri spettatori. Vi invitiamo a lasciare un link al nostro sito, e ad incoraggiare gli spettatori a supportarci economicamente, comprando il gioco o donando un dollaro o due al nostro studio, se pensano che ciò che facciamo abbia valore. Questo piccolo gesto ci consentirebbe di continuare a lavorare."

Voi cosa ne pensate? Ritenete che gli streaming dei giochi completi in Rete possano danneggiare i prodotti?
Data di uscita: 12 gennaio 2015
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    Numero commenti: 25
  • Pluckno
    Pluckno
    Livello: 3
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    Il gioco mi interessava e l'ho acquistato al day one... In tutta onestà devo dire che il gioco merita specialmente per l'intento e il motivo per cui è stato fatto... Ha delle parti molto interessanti e strazianti ma devo dire che mi aspettavo un pò di più sotto tutti i punti di vista: durata, parti effettivamente giocate, la narrazione stessa... Posso confermare peraltro che per questo gioco guardarlo o giocarlo è praticamente lo stesso. Merita appunto per l'ìntento e la causa a cui è votato, unico motivo per cui non rimpiango l'acquisto del gioco... Buttiamo tanti di quei soldi in giochi che meritano poco o niente, in questo caso vanno per una buona causa almeno...
  • gex85
    gex85
    Livello: 5
    Post: 205
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    Secondo me let's play non hanno senso in giochi dove le emozioni, le sensazioni , il coinvolgimento emotivo o le scelte morali sono la parte principale..poi ovviamente va a gusti.
  • Solid-SteBro
    Solid-SteBro
    Livello: 7
    Post: 2845
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    certamente un gioco basato sulla narrazione, se me lo fanno vedere che senso ha rigiocarselo? Secondo me però c'è anche la pirateria di mezzo ragionando tipo "essendo un gioco molto corto che senso ha pagare per due file del cavolo?"
  • bigweight
    bigweight
    Livello: 5
    Post: 715
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    di un gioco del genere si...di un action no XD
  • Mugico
    Mugico
    Livello: 6
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    Originariamente scritto da Hopper

    Per quanto capisca il disappunto per i mancati incassi o lo strazio della vicenda personale, oggettivamente non mi sento di pensare che un letsplay possa dare un tale danno ad un gioco. Io personalmente non avrei proprio voglia di mettermi seduto ad affrontare una storia per farmi venire il magone e credo la stragrande parte dei giocatori.
    Allora ti consiglio di non giocare To the moon, anche quello è un titolo abbastanza straziante In ogni caso, a prescindere dalla questione sulle finalità del progetto That dragon cancer (anche se, che io sappia, il padre del bimbo fa proprio il programmatore e probabilmente non si aspetta di arricchirsi, ma neanche di dover chiudere baracca) la questione in sé dei Let’s play è un argomento su cui riflettevo tempo fa. Ovviamente, se li intendiamo come meri walkthrough, si comprende facilmente il motivo della loro diffusione. Senza troppi giri di parole, sono l’equivalente delle soluzioni dei giochi nell’era moderna. Molto più semplice fare vedere le immagini e dire a voce cosa fare che raccontarlo per iscritto. Tuttavia, non di rado si incontrano persone che sostengono di visionare i filmati di intere run di giochi invece che acquistarli. Per la prima volta ho sentito parlare di questa pratica in merito a The Order 1886 in maniera, magari provocatoria, ma abbastanza incisiva da mettere in evidenza la natura scarsamente ludica del titolo. Se si gioca poco, se il centro dell’esperienza è la narrazione, se i filmati e l’aspetto estetico sono gli elementi di maggior richiamo del titolo, allora perché dovrei spendere soldi quando posso guardare tutto su Youtube, Twitch, ecc.? Questa è secondo me un’imprevista conseguenza contraria, un’altra faccia della medaglia se vogliamo, che riguarda quei giochi fortemente story-driven o ‘narrativocentrici’, in cui nei casi più estremi al giocatore viene chiesto solo di premere qualche pulsante ogni tanto. Un po’ come se stessimo guardando un film e il player facesse le bizze chiedendoci qualche volta di cliccare nuovamente su play. Un’idea che allarga la platea di pubblico intercettando giocatori e non attraverso un modo di fruire l’intrattenimento ben più diffuso e comprensibile ai più. Allora mi sono incuriosito e ho cominciato a spulciare qualche commento o a chiedere alle persone con cui mi capitava di parlare di gaming. Ho scoperto che vi è chi non ha mai acquistato o provato materialmente un titolo come Heavy Rain ad esempio. O chi lo ha completato sulla propria console con una prima run, ma per noia, tempo o altro, ha poi deciso di guardare i diversi sviluppi del racconto in streaming. Alcune obiezioni vengono da sé. L’esperienza visiva non potrà mai essere la stessa che provando il titolo sulla propria console. Stesso discorso per l’audio. Per non parlare di quel minimo di elemento di interazione che viene dato nel momento in cui si esplorano gli ambienti di gioco. Le risposte, però, assomigliano un po’ tutte a quelle che darebbe chi piuttosto che andare al cinema guarda il film in streaming: la qualità audio/video è ormai ‘fedele’ o ‘accettabile’, ecc. Non è raro poi imbattersi in chi sostiene di essere interessato soltanto alla storia. Per questo motivo non mi sembra così difficile credere che si possa essere pur un minimo incuriositi da That dragon cancer tanto da pensare di dare un’occhiata al titolo su Youtube. Inibiti all’acquisto, magari, proprio perché si tratta del mero racconto di una tragedia e magari si avverte un certo imbarazzo a pensare che si tratta di un videogioco. Del resto certe persone non vanno a vedere al cinema film che non sono di loro gusto, o per cui non ritengono di dover sborsare soldi, ma vogliono almeno sapere di che si tratta e li guardano in streaming. Perciò non mi risulta difficile nemmeno credere che ci sia qualcuno che abbia pensato proprio di non acquistarlo e di guardarlo sul web perché sa di che gioco si tratta. Ci si può quindi interrogare sui riflessi economici di questa pratica. Forse per una grossa SH l’effetto è meno incisivo, dato che un buon marketing può comunque invogliare all’acquisto molte persone. Ma uno studio piccolo come Numinous Games forse non se lo può permettere, sommando, nel caso specifico, ad un dramma un altro dramma.
  • neo-knight
    neo-knight
    Livello: 7
    Post: 7058
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    è comunque un prodotto parecchio difficile. Io stesso non so se vorrei provarlo per paura di star troppo male, sebbene sia sicuro del valore dell'opera. Io in ogni caso non capiró mai quelli che si seguono i let's play al posto di giocare. Lo trovo veramente triste. Un conto guardare qualche strategia in un gioco difficile, ma interi gameplay non ce la farei mai.
  • tab
    tab
    Livello: 0
    Post: 31
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    nel caso specifico non saprei, ma in generale i let's play sono la più grande pubblicità che un gioco possa avere.
  • Gandino
    Gandino
    Livello: 7
    Post: 2245
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    Avevo capito che il fine non fosse lanciarsi nel mondo dello sviluppo. Un gioco in nome del figlio coi proventi dati in beneficenza, stop. Ora chiedono soldi per continuare a sviluppare? Eticamente allora la scelta dell'argomento cancro e bambino mi pare molto paracula... Era meglio presentarsi subito con trasparenza.
  • bethlehem
    bethlehem
    Livello: 7
    Post: 3388
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    si deve giocare non guardare ma...è pieno di Ike Broflovski in giro...
  • Pully X
    Pully X
    Livello: 5
    Post: 4401
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    Originariamente scritto da SimpalleoMan

    Si lo so, ma lo scopo principale del progetto è tutto tranne che quello di ''lanciare'' uno studio e farlo continuare, non dovrebbero interessarsi minimamente sul denaro e sul lavoro vista la natura del progetto (avevano anche detto che ogni guadagno sarebbe stato donato ai malati di cancro, ora magicamente va diviso tra loro) ecco perché per me questa dichiarazione è un po' contraddittoria.
    non ho seguito la vicenda sin dall'inizio ma forse intendevano una parte in beneficenza e un'altra per tirare a campare. Altrimenti che hanno aperto uno studio usa e getta?
  • LukeSaian
    LukeSaian
    Livello: 5
    Post: 1047
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    Non lo so, io se sono interessato a un gioco di sicuro non me lo guardo tutto su youtube, anzi, più mi interessa e meno voglio saperne prima di giocarlo. Al di là di questo probabilmente molti giocatori non se la sono sentita di comprare un gioco che tratta un simile argomento, io stesso ad esempio ho preferito evitarlo perchè quando gioco non ho voglia di deprimermi in quella maniera (già titoli come life is strange o the last of us, che comunque ho amato, per i miei gusti sono troppo "pesanti") figurati se mi vado a prendere un gioco che parla di un bambino morto di tumore. Si tratta di un gioco inevitabilmente destinato a una nicchia ristretta, bisogna tenerne conto quando si fanno operazioni di questo genere.
  • WhiteDiablo
    WhiteDiablo
    Livello: 6
    Post: 2928
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    I Let's Play su un gioco del genere non hanno alcun senso.
  • BlueUser
    BlueUser
    Livello: 3
    Post: 116
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    Originariamente scritto da theonas

    Continuare a creare =/= scopo di lucro
    Quando parli di videoludo, le due cose sono uguali.
  • theonas
    theonas
    Livello: 4
    Post: 631
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    Originariamente scritto da SimpalleoMan

    Capisco che i soldi fanno sempre piacere, e questi sviluppatori (genitori) se li meritano, ma questo è un progetto fatto per commemora una giovane vita spezzata, non a scopo di lucro. Come ho detto, capisco che un guadagno è sempre ben accetto, ma una dichiarazione così la trovo un po' senza senso. Vi prego di non massacrarmi per questa piccola critica, soltanto perché l'ho fatta a persone in lutto.
    Continuare a creare =/= scopo di lucro
  • SimpalleoMan
    SimpalleoMan
    Livello: 6
    Post: 1113
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    Originariamente scritto da Pully X

    mi spiace ma non ha senso ciò che dici, non è che vogliono semplicemente soldi ma continuare a lavorare......
    Si lo so, ma lo scopo principale del progetto è tutto tranne che quello di ''lanciare'' uno studio e farlo continuare, non dovrebbero interessarsi minimamente sul denaro e sul lavoro vista la natura del progetto (avevano anche detto che ogni guadagno sarebbe stato donato ai malati di cancro, ora magicamente va diviso tra loro) ecco perché per me questa dichiarazione è un po' contraddittoria.
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