Corea, nuovi blocchi ai videogiochi

Il ministro sudcoreano per la cultura, lo sport ed il turismo sembra aver deciso di dichiarare guerra a tutti quei bambini che passano troppo tempo davanti ai videogiochi: una nuova legge, entrata in vigore l'1 luglio, ha infatti concesso ai genitori o a chi ha la tutela legale dei piccoli, di utilizzare un sistema di "shutdown selettivo", che gli consentirà di monitorare quanto tempo il minorenne passa a giocare davanti al computer e di impostare gli orari in cui potrà collegarsi per giocare in Rete.
Questo tempo impostato dai genitori andrà a sommarsi al "coprifuoco" notturno, in cui è già vietato ai minori di 16 anni collegarsi per giocare online, e che va da mezzanotte alle sei del mattino.
Queste misure saranno utilizzabili solo nei confronti dei giochi su computer, e non potranno intaccare i free-to-play e le esperienze su console. Tuttavia, sembra che questa lotta sia diventata una priorità per il ministro sudcoreano, il quale ha anche annunciato che entro fine mese nel Paese sarà vietata la vendita di pacchetti virtuali aggiuntivi per i titoli online.
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