Sviluppatori 'indie' sulla qualità/quantità

In occasione della Game Developers Conference di San Francisco, gli sviluppatori indipendenti Kellee Santiago (thatgamecompany), Jon Mak (Queasy Games) e Pekko Koskinen (Playsign) hanno discusso riguardo alla tendenza dell'industria videoludica, di giudicare i titoli basandosi sulla loro longevità.

Secondo Santiago, "i giochi sono per la maggior parte vissuti, e principalmente misurati, linearmente," ed un titolo può comunque essere di qualità, anche se la sua longevità è breve.

"Un esempio è Katamari Damacy," ha inoltre affermato. "Le recensioni lo hanno qualificato come un gioco breve, ma non penso di essere sola se rivelo di aver passato più ore con Katamari Damacy che con God of War II, che ho terminato.

Non sto dicendo che God of War II sia migliore o peggiore di Katamari Damacy, mi piace davvero God of War II, ma sto dicendo che non credo sia più una regola valida, per misurare la qualità o il valore di un gioco."


Anche Mak sembra sostenere la tesi della collega: "Non si tratta di quante volte rigiochi il titolo. Puoi giocarlo una volta sola, e quel gioco può restarti in mente per il resto della tua vita. Per me, conta come un replay," ha affermato.
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