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Cage: i giochi parlano di emozioni, Detroit sarà il mio progetto più complesso

Cage: i giochi parlano di emozioni, Detroit sarà il mio progetto più complesso

Narrativa ed emozioni videoludiche

Quantic Dream
A cura di Stefania “Tahva” Sperandio del 26/10/2016
I colleghi del sito GamesIndustry.biz hanno intervistato David Cage, leader di Quantic Dream e autore, tra gli altri, di Fahrenheit, Heavy Rain e Beyond: Due Anime. Il game designer è attualmente al lavoro su Detroit: Become Human ed è diventato noto sopratutto per la forte componente narrativa dei suoi titoli, che puntano tutto sulla sceneggiatura e sull'intreccio.



Nel corso dell'intervista, Cage ha parlato di diversi aspetti interessanti del mondo dei videogiochi—dalle tematiche ai rischi, fino agli effetti sui giocatori e ai progetti in corso per Detroit. Vi traduciamo alcuni passaggi salienti.

"I nostri videogiochi sono polarizzanti, perché sono diversi" ha spiegato subito Cage, parlando delle peculiarità dei suoi progetti. "Se stessimo realizzando sparatutto in prima persona, non ci sarebbero così tante discussioni su quello che facciamo. Con Fahrenheit, stavo progettando un gioco che facesse leva sullo storytelling interattivo, sulle emozioni, su cose che le persone non pensavano di potersi aspettare da un videogioco. Emozioni? Dilemmi? Scelte morali? Perché dovresti volerle in un videogioco? Oggi, vedi emozioni in qualsiasi gioco, anche in quelli d'azione. Non voglio dire che siamo stati gli inventori di questa cosa, ma riteniamo di essere stati tra i primi a crederci."

Cage ha poi sottolineato l'importanza delle emozioni: "tutti i giocatori dovranno premere tasti con le loro dita, su questo non ci piove. Ma la cosa interessante è ciò che sentiranno mentre giocano. E, ancora meglio, ciò che sentiranno quando avranno spento la console. Ci sono dei videogiochi che rimangono con te per anni. Come i libri e i film che ami, diventano una parte di te. Sono affascinato dal potenziale di questa cosa, perché i videogiochi ti portano in un posto completamente diverso. I giocatori non sono solo spettatori, sono attori dell'esperienza. E, con le storie interattive, sono anche scrittori. Il livello di immersione è differente, perché sono loro a prendere le decisioni, a vederne le conseguenze all'interno delle storia. È davvero folle vedere quanto possa diventare personale."



In merito, ricorderete sicuramente la sequenza di Beyond: Due Anime che aveva per protagonisti, oltre a Jodie, un gruppo di senzatetto. Cage ha ricordato un episodio che lo ha segnato profondamente, quando una donna che aveva passato due anni da senzatetto ha detto di aver giocato la sequenza e di aver pianto: "è una cosa che mi ha commosso davvero tanto. Quando sei un autore, non potresti sperare in nessuna reazione più forte di questa. Credo che ci sia una tradizione, nei videogiochi, secondo la quale dovrebbero essere separati dal mondo reale, non parlare dei problemi reali, della nostra società, di questo tipo di cose. Non so da cosa derivi. Nel corso degli ultimi anni, vedo più autori di videogiochi che la pensano diversamente, che si rendono conto che i film, i libri, la poesia, ogni forma d'arte, possono parlare di questi problemi. Quindi perché non potrebbero farlo i videogiochi? Perché dovremmo sempre concentrarci su zombie, mostri o cose comunque fighe, ma non collegate al mondo reale? L'industria ha avuto molto successo, in quel modo, ma credo che vedremo più creazioni che cercheranno di parlare di problemi come questo. Utilizzare l'interattività per dire qualcosa di significativo è davvero emozionante."

Cage ha quindi espresso il suo interesse per il mondo indie, che riesce a prendere maggiori rischi, tematicamente parlando, rispetto a quello AAA: "nel mondo indie, le persone lavorano mosse dalla passione, quindi non considerano troppo i rischi. Possono fare quello che solo pochi AAA potrebbero. Sono più interessato al mondo indie, recentemente, perché esprime più creatività e più coraggio. A volte le persone si prendono dei rischi, ed è una cosa salutare. Lo rispetto molto. Noi siamo molto fortunati: fin da quando abbiamo cominciato a lavorare con Sony, dieci anni fa, siamo in una posizione che ci consente di realizzare giochi AAA e contemporaneamente di parlare di diverse tematiche."



In merito a Detroit: Become Human, suo prossimo progetto, Cage ha fatto sapere che "si tratta probabilmente di qualcosa di venti volte più complesso rispetto a quanto abbiamo mai fatto. Per fortuna, ho un team davvero talentuoso che mi aiuta a tenere traccia di tutte le diramazioni e a trovare delle buone idee per ciascuna."

Potete leggere l'interessante intervista completa al link in calce.
Come vi sembrano le parole di David Cage? Concordate con la sua visione dei videogiochi?