David Jaffe, papà di God of War: non c'è marketing che tenga per un brutto gioco

David Jaffe, autore di God of War e Twisted Metal, ora al lavoro su Draw to Death, è intervenuto nel corso di un keynote dedicato ai videogiochi, parlando del rapporto tra sviluppatori e publisher e del fatto che un brutto gioco, a prescindere dalle campagne di marketing, non possa riuscire a sfondare.



"Le dinamiche tra publisher e sviluppatore sono un po' come quando vai ad un appuntamento con qualcuno che hai appena conosciuto" ha spiegato Jaffe, durante il suo intervento, spiegando come sia necessario essere sinceri e rispettosi da entrambe le parti. "Per me, si è sempre trattato di fare felice il consumatore", ha aggiunto, spiegando che anche il publisher è un cliente dello sviluppatore, e che per questo bisogna trovare il modo di compiacerlo.

Jaffe si è anche detto in disaccordo con gli sviluppatori che accusano il publisher per il fallimento dei loro giochi, identificando in un marketing non all'altezza il responsabile di mancate vendite: "tutti il marketing del mondo non aiuterà un gioco che non fa presa a livello commerciale". In merito alle sue opere, Jaffe ha parlato del suo Twisted Metal, che ebbe una campagna molto inferiore a quelle di Uncharted o Killzone. Certo, può essere frustrante, ma "imparate a conviverci, ca*zo."

Come considerate le sue dichiarazioni?
Data di uscita: giugno 2005
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    Numero commenti: 8
  • svap27
    svap27
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    Originariamente scritto da canaglia

    pienamente d'accordo! e lo stesso vale anche per il GOW di microsoft
    ma no dai , sono entrambi dei grandissimi giochi
  • canaglia
    canaglia
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    Originariamente scritto da sirkain

    Be ovvio che dice certe cose, il marketing é riuscito a far passare GOW per capolavoro, quindi cosa dovrebbe dire? Ho visto fin troppi titoli sopraelevarsi ben oltre le loro possibilità grazie al marketing...
    pienamente d'accordo! e lo stesso vale anche per il GOW di microsoft
  • Zenox87
    Zenox87
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    Penso che Jeff si vede come il figlio della serve in Sony, persino il suo ultimo gioco è poco pubblicizzato da Sony stessa e lui stesso ne parla quasi da solo su twitter di beta, giveway e altro
  • sirkain
    sirkain
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    Be ovvio che dice certe cose, il marketing é riuscito a far passare GOW per capolavoro, quindi cosa dovrebbe dire? Ho visto fin troppi titoli sopraelevarsi ben oltre le loro possibilità grazie al marketing...
  • MrSkellington
    MrSkellington
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    Originariamente scritto da svap27

    Io la vedo cosi' . Esiste il gioco commerciale , quello di nicchia e quello che e' una meta' tra le due cose. Super mario , per dire , e' un gioco estremamente commerciale , non per questo lo si deve considerare un gioco non adatto ai videogiocatori piu' appassionati. Lo stesso si puo' dire per Gta ad esempio, e per molti altri titoli. C'è da dire che i prodotti che vendono principalmente per il fattore marketing non sono quasi mai dei brutti giochi. Cod chesenedica non è un brutto gioco . Fifa non è un brutto gioco. Far cry non è un brutto gioco ecc... Per come la penso io , la ciofeca non la vendi anche con un marketing stellare. La bontà del gioco ci deve essere sempre.
    Forse è vero, ma è difficile da verificare perché i giochi con un grande marketing hanno anche sempre un grande budget e nn sono praticamente mai delle vere ciofeche. Penso che il discorso sia più applicabile ai giochi medio-piccoli, per i quali la visibilità è essenziale. Certo se poi viene una schifezza nn venderà cmq, ma un buon marketing può fare davvero tanto, e anche giochi brutti possono vendere molto più del dovuto se hanno ricevuto esposizione (e viceversa naturalmente). Cioè, ryse ha passato il milione di copie..
  • svap27
    svap27
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    Originariamente scritto da MrSkellington

    Sni, è vero che le recensioni contano e se un gioco ha una media sotto il 50 come homefront anche le vendite ne risentono, ma sono rari casi del genere, di solito il marketing fa il grosso delle vendite, inutile girarci attorno. Già più vero che a monte deve "far presa a livello commerciale", cioè un fps online vende più di un jrpg a prescindere
    Io la vedo cosi' . Esiste il gioco commerciale , quello di nicchia e quello che e' una meta' tra le due cose. Super mario , per dire , e' un gioco estremamente commerciale , non per questo lo si deve considerare un gioco non adatto ai videogiocatori piu' appassionati. Lo stesso si puo' dire per Gta ad esempio, e per molti altri titoli. C'è da dire che i prodotti che vendono principalmente per il fattore marketing non sono quasi mai dei brutti giochi. Cod chesenedica non è un brutto gioco . Fifa non è un brutto gioco. Far cry non è un brutto gioco ecc... Per come la penso io , la ciofeca non la vendi anche con un marketing stellare. La bontà del gioco ci deve essere sempre.
  • saske77
    saske77
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    Post: 251
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    Chi si ricorda hatred? Con una campagna contorta di marketing riuscirono a far parlare tantissimo del loro videogioco mediocre aumentando drasticamente le vendite. Si dovrebbe guardare anche star citizen, nonostante io ci creda loro attualmente hanno guadagnato milioni vendendo il nulla. Un'ottima campagna marketing può far vendere bene un gioco mediocre.
  • MrSkellington
    MrSkellington
    Livello: 6
    Post: 5998
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    Sni, è vero che le recensioni contano e se un gioco ha una media sotto il 50 come homefront anche le vendite ne risentono, ma sono rari casi del genere, di solito il marketing fa il grosso delle vendite, inutile girarci attorno. Già più vero che a monte deve "far presa a livello commerciale", cioè un fps online vende più di un jrpg a prescindere
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