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Polverone in casa Nintendo: licenziata Alison Rapp

Polverone in casa Nintendo: licenziata Alison Rapp

Nintendo (Software House)

3DS, NDS, WII, WIIU

Nintendo

Fondata nel 1889

A cura di Stefania “Tahva” Sperandio del 31/03/2016
Ci siamo trovati già diverse volte a discutere di problemi avuti dagli sviluppatori nell'interazione non proprio cordiale con contestatori da social network, e il caso Alison Rapp, dipendente di Nintendo of America, è solo l'ultimo di una lunga serie che ha coinvolto anche lo scandalo GamerGate.



La Rapp è stata oggetto di una vera e propria crociata sui social, con videogiocatori o presunti tali che la accusavano di essere responsabile della censura applicata ad alcuni titoli Nintendo al loro arrivo in Occidente – uno su tutti, Xenoblade Chronicles X, dove è stato rimosso lo slider per le dimensioni del seno del proprio personaggio.

Per quanto la Rapp abbia precisato più e più volte di aver lavorato per il marketing del gioco, e non per la sua localizzazione, l'ondata non si è fermata, spinta anche dal fatto che una sua trattazione universitaria, scovata dagli agguerriti crociati dei social, si occupasse proprio di approfondire le differenze tra occidente e oriente in tematica sessuale, e in particolare nella rappresentazione sessualizzata dei minori all'interno dei mass media nipponici. Un testo che, invece, le è valso sui social l'accusa di essere favorevole alla pedopornografia, sebbene all'interno dell'elaborato l'autrice esprima l'opposto.

A peggiorare la situazione e renderla più spinosa ci sono anche dei tweet sul tema, con la Rapp che invitava a non disprezzare, tra le altre cose, "gli uomini a cui piacciono i bambini e le cose da bambini". In un altro tweet, l'ex dipendente di Nintendo dichiarava poi che sarebbe bene smettere di ritenere dannoso il "sesso consensuale prima dei 18 anni." Ecco i suoi cinguettii (si ringrazia l'utente Soxar per la gentile segnalazione):
La conclusione della vicenda è che Nintendo ha provveduto a licenziare la Rapp. La motivazione ufficiale è che "il suo contratto è stato terminato a causa della violazione di una politica interna, poiché si occupava di un secondo lavoro, il che è in conflitto con la cultura di Nintendo. Sebbene il suo licenziamento faccia seguito alle critiche ricevute nelle scorse settimane sui social media, le due cose non sono collegate in alcun mondo. Nintendo si concentra sull'inclusione e la diversità, e respingiamo fermamente gli attacchi a persone che si basino su genere, razza o credenze personali. Facciamo i nostri migliori auguri a Ms. Rapp."

Non possiamo che sperare che la motivazione riportata da Nintendo sia veritiera, cosicché il licenziamento non possa essere stato influenzato dalle accuse perpetrate tramite i social media. Nel frattempo, anche la Rapp ha voluto fornire un commento sulla vicenda, scrivendo semplicemente che "oggi, è stata presa la decisione: non sono più un rappresentate positivo e sicuro per Nintendo, e sono stata licenziata."

Potete leggere il report della vicenda completa al link in calce alla nostra notizia. Vedremo se nei prossimi giorni ci saranno più dettagli in merito, o se Nintendo vorrà fornire alla stampa un nuovo commento sulla vicenda.