Narrativa VS Gameplay: Nuovo video speciale di Devilchry

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Tags: | Videogames
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    Numero commenti: 18
  • DevilChry
    DevilChry
    Livello: 4
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    Originariamente scritto da alastorm86

    Non ho ancora letto gli altri commenti, e mi scuso fin da ora per la lunghezza del mio post....ma volevo davvero fare i complimenti a DEVILCHRY: questo argomento era per me semplice da comprendere visto il mio personale know how, ciò non toglie che la realizzazione del tuo video è davvero ben fatta; hai presentato le dovute premesse e utilizzato un ottimo linguaggio. Bravo davvero... Ho anche colto l'occasione per guardare il tuo video 60 VS 30 fps, e visto l'argomento davvero devo farti i miei comolimenti, pochi hanno trattato in maniera così dettagliata (visto il luogo e le tempistiche) un arggomento così vasto evitando tecnicismi in quel contesto fuori luogo, e lo hai fatto in modo logico ed esponendo gli argomenti secondo una sequenzialita da manuale.... Ora che ti ho scoperto ti seguirò, poiché capisco e apprezzo la tua capacità di evidenziare pro e contro senza spingerti verso un estemo che spingerebbe a denigrarne un altro; sintomo di intelligenza e sensibilità, nonché di cultura. Sei preparato e non solo professionalmente, ma hai qualità rare in un mondo di "comunicativi" sempre più sbilanciati verso un estremo e poco inclini ad approfondimenti di sorta. Insomma sai riconoscere bene le differenze tra oggettività e soggettività; e la tua esposizione in generale fa passare il messaggio. Io avrei cmq argomentato su come i 30/60 fps vengano percepiti dal nostro occhio al nostro cervello, e come nel cinema talune volte scelgano di usare i 30 fps per un diacorso di contestualizzazione e per evitare di alienare la mente (in un film reale i 60 sono più adeguati in quanto la fluidità dice al cervello che ciò che si vede è realistico, mentre nei 30 si ha piu percezione di finzione per cui sono più indicativi per un film fantastico, proprio per coerenza di fondo con il funzionamento del nostro cervello); ho davvero stringato su questa parte, ma da buon intenditore mi avrai capito, perdonami.... Cmq mi dilungo così tanto proprio per darti un sostegno/conferma che ti faccia comprendere (se mai ne avessi bisogno )che sei in gamba, che ché ne pensino detrattori superficiali e incolti..... bravo. Appena posso mi iscrivo al tuo canale, lo meriti eccome. continua così.
    Non so che dire se non grazie, grazie infinite. Per quanto riguarda la percezione del frame-rate inizialmente era prevista una spiegazione prolissa a riguardo, ma l'ho tagliata in seguito a causa dell'eccessiva durata del video ritenendola un aspetto secondario e sacrificabile, sebbene a malincuore. Potrei però realizzare un video in futuro dedicato interamente alla percezione legata ai 30 ed i 60 fps con magari un collegamento ai 24 fps dei film .
  • alastorm86
    alastorm86
    Livello: 3
    Post: 207
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    Non ho ancora letto gli altri commenti, e mi scuso fin da ora per la lunghezza del mio post....ma volevo davvero fare i complimenti a DEVILCHRY: questo argomento era per me semplice da comprendere visto il mio personale know how, ciò non toglie che la realizzazione del tuo video è davvero ben fatta; hai presentato le dovute premesse e utilizzato un ottimo linguaggio. Bravo davvero... Ho anche colto l'occasione per guardare il tuo video 60 VS 30 fps, e visto l'argomento davvero devo farti i miei comolimenti, pochi hanno trattato in maniera così dettagliata (visto il luogo e le tempistiche) un arggomento così vasto evitando tecnicismi in quel contesto fuori luogo, e lo hai fatto in modo logico ed esponendo gli argomenti secondo una sequenzialita da manuale.... Ora che ti ho scoperto ti seguirò, poiché capisco e apprezzo la tua capacità di evidenziare pro e contro senza spingerti verso un estemo che spingerebbe a denigrarne un altro; sintomo di intelligenza e sensibilità, nonché di cultura. Sei preparato e non solo professionalmente, ma hai qualità rare in un mondo di "comunicativi" sempre più sbilanciati verso un estremo e poco inclini ad approfondimenti di sorta. Insomma sai riconoscere bene le differenze tra oggettività e soggettività; e la tua esposizione in generale fa passare il messaggio. Io avrei cmq argomentato su come i 30/60 fps vengano percepiti dal nostro occhio al nostro cervello, e come nel cinema talune volte scelgano di usare i 30 fps per un diacorso di contestualizzazione e per evitare di alienare la mente (in un film reale i 60 sono più adeguati in quanto la fluidità dice al cervello che ciò che si vede è realistico, mentre nei 30 si ha piu percezione di finzione per cui sono più indicativi per un film fantastico, proprio per coerenza di fondo con il funzionamento del nostro cervello); ho davvero stringato su questa parte, ma da buon intenditore mi avrai capito, perdonami.... Cmq mi dilungo così tanto proprio per darti un sostegno/conferma che ti faccia comprendere (se mai ne avessi bisogno )che sei in gamba, che ché ne pensino detrattori superficiali e incolti..... bravo. Appena posso mi iscrivo al tuo canale, lo meriti eccome. continua così.
  • miho171
    miho171
    Livello: 4
    Post: 21
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    il videogioco è bello quando videodura poco.
  • XCOM
    XCOM
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    mmm sostanzialmente è come prendere inesame l'organismo uomo,non possiamo certo vivere senza cervello,cuore e altri organi,anche se girano sempre più videogiocatori senza cervello,palle! hem questo è un altro discorso.Tornando seri o per alcuni punti di vista tornando a scherzare il videogioco e bello nella sua completezza e senza dubbio i migliori videogames riescono a emergere grazie a più punti a proprio favore,tanti anni fà avrei detto solo gameplay perchè un arcade veniva visto come una sfida dove la struttura di gioco era ed è fondamentale per avere un esperienza appagante,man mano che ti appassioni ad un titolo però ti viene da chiedere se l'eroe di turno ha una sua vita,legge i porno e finita la missione torna a lavorare come tutti gli altri,chiaro che con la forte ascesa delle console ed i pc da gioco fù l'inizio di giochi che non erano solo gameplay ma anche narrativa,personaggi sempre più caratterizzati e storie che facevano l'occhiolino alle saghe cinematografiche di altri tempi,si perchè se molti giochi non avevano un gameplay perfetto non è detto che risultavano perdenti anzi a volte una storia o un tipo di approccio narrativo riusciva là dove giochi pieni di nemici ma senza quella profondità invece peccavano.Questo discorso potrebbe venir affrontato per parecchi tipi di genere di giochi,sicuramente un avventura richiedeva un attenzione maggiore rispetto ad un picchiaduro ma anche chi ha il suo personaggio lottatore preferito nel cuore vuole saperne di più,quello che penso manchi oggi e quella disperata voglia di catturare l'attenzione del videogiocatore dove i limiti hardware erano palesi e quindi si cercava di fare un pò di tutto per colmare,adesso parlare di narrativa e gameplay suona oltretutto scomodo visto che siamo nell'era in cui le texture fanno da padrone e uno sviluppatore bravo non è chi ti impiega una storia bellissima oppure un gameplay da favola ma chi riesce a sfruttare un engine e offrirti l'esperienza ludica più spettacolare mai vista,poco importa poi se una volta finito non ti rimane un idea,un pensiero oppure un ragionamento logico sul perchè se era così bello mi ha lasciato così poco,forse cè da chiedersi se siamo noi che abbiamo perso quella voglia di metterci in gioco nel vero senso della parola perchè di solito se un gioco e troppo difficile oppure se una storia non e incline alla nostra ideologia viene derubato della possibilità di dargli un occasione e lasciato lì nella miriade di giochi passati inosservati mentre i soliti due o tre canoni publicitari vanno avanti per scelta sempre nostra,come si dice chi è causa del suo mal pianga se stesso,come al solito ho detto unpò di cose,concetti che sbandano fuori dalla discussione XD.
  • XxX_majin...
    XxX_majin...
    Livello: 4
    Post: 17286
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    Il gameplay è sicuramente più importante. Già la parola "videogioco" basa la sua importanza sul giocare
  • Maxtao4
    Maxtao4
    Livello: 1
    Post: 268
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    La penso esattamente come lui. Il gameplay è la cosa più basilare e fondamentale di un gioco, se nn c'è quello è un film.
  • rspecial1
    rspecial1
    Livello: 5
    Post: 1430
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    Sei sempre il migliore Cristian!! Virtua Fighter regna alla faccia di quel tuttoacaso di Tekken!!
  • lionkiller
    lionkiller
    Livello: 7
    Post: 440
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    Originariamente scritto da DoubleBarrel

    Ok, cercherò di fornire un commento più produttivo. Un gioco può essere meno dell'insieme di tutte le parti che lo compongono, ed in questo caso ci troviamo di fronte a prodotti scadenti o quanto meno discutibili, può essere valutabile esattamente come la somma delle parti che lo compongono, in questa categoria ci finiscono spesso i grossi blockbuster commerciali, tanta roba generalmente poco sopra o poco sotto la media in ogni singola sua parte, oppure può essere ben p.......
    Interessanti opinioni senza dubbio, anche se un pò troppo estremista sul fatto che la critica oggettiva non esiste ma il gioco è valutato solo in modo soggettivo. Concordo su quanto detto sulle singole parti componenti un videogioco: sarebbe meglio trattarle in modo separato quantomeno per fare chiarezza al lettore e dare più elementi per la sua valutazione soggettiva (che come dici tu è indispensabile) magari distinguendole per genere di gioco ma mi rendo conto che una redazione, come quella di Spaziogames, che ha dichiarato di usare la valutazione numerica perchè obbligati, si risparmi su valutazioni numeriche più dettagliate come quella per componenti (grafica, gampeplay, narrativa, audio...).
  • nick93
    nick93
    Livello: 5
    Post: 242
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    Non sono d'accordo per quanto riguarda TLOU lato gameplay, io l'ho giocato a difficile e devo dire la verità il gameplay mi è piaciuto TANTISSIMO perchè era molto realistico e mi sentivo veramente come un sopravvissuto, costretto a "razionare" le scorte, non solo le munizioni, costretto ad usare il cervello nei combattimenti anche grazie all'ottima IA dei nemici che ti accerchiavano e non uscivano quasi mai dai ripari...Ricordo che il gameplay era stupendo proprio per questo motivo, non era come Call of duty che ti buttavi nella mischia e sparavi a tutti, in TLOU ogni mossa era ragionata altrimenti con due tre colpi ti uccidevano. Può darsi che a difficoltà minori non era cosi perchè ripeto io l'ho giocato a difficile.
  • Minollo64
    Minollo64
    Livello: 3
    Post: 866
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    Originariamente scritto da Minollo64

    "Carissimo" (anche se non ti conosco) Devilchry non vedo l'ora di tornare a casa per "sentirLa". (sono "vecchietto", sono abituato a dare del Lei per educazione)
    "non ti conosco" "sentirLa", che svista.
  • Minollo64
    Minollo64
    Livello: 3
    Post: 866
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    "Carissimo" (anche se non ti conosco) Devilchry non vedo l'ora di tornare a casa per "sentirLa". (sono "vecchietto", sono abituato a dare del Lei per educazione) per quel che vedo, ha sempre un poster di shenmue appeso al muro e due (dico due) dreamcast appoggiati alla libreria, sarà un caso? oltretutto si vedono benissimo nonostante lei gesticoli come un sordomuto logorroico (senza offesa, bene inteso, ma presa in giro si). comunque dico banalmente quel che penso: giochi come "Rez", citato nel video, o un classico picchiaduro (non so quale sia quello del video, non li amo per niente) non dovrebbero avere trama neanche per finta: si va e si spara, o si danno tante botte: conta solo l'abilità ed è giusto che sia così. Poi che Rez, come feedback, dia una colonna sonora da capogiro è un plus che fa una enorme differenza, ma non è propriamente lo scopo del gioco. Per altri, come Last of Us, la trama è essenziale, ma molti si lamentano del fatto che la narrazione sia preponderante, annullando quasi il gameplay. Questo è purtroppo vero, e l'ho detto spesso a proposito di Shenmue in altri commenti in questo forum. A me piacerebbe molto un videogioco con sviluppi e intrecci i più disparati possibili, fuori sequenza e fuori dai binari, con una trama che si sviluppi in molti modi diversi a seconda delle scelte o anche solo del caso o quasi. Mi rendo conto che è molto complicato, ma non penso sia impossibile. Moltissimi anni fa, ormai, uscì quello che per me (ma pochi la pensano come me) fu un capolavoro sopra tutti gli altri, Zelda Majora's Mask, proprio perché, con un hardware molto limitato rispetto a quello già disponibile all'epoca (PS2, Dreamcast) generò un embrione di questo mio sogno, con qualche side quest cangiante al cambiare delle scelte fatte, e da ripetere più volte ritornando indietro nel tempo per ottenere risultati diversi tutti utili al fine del dipanare la complessa matassa narrativa. In mancanza di ciò, si rischia solo di creare un film, magari bellissimo, pensato e progettato per essere fruito a puntate con il gamepad. A stasera per i commenti "sull'audio".
  • JippaLippa
    JippaLippa
    Livello: 3
    Post: 1700
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    Sinceramente sono due fattori più difficili da coniugare di quanto si creda. Si cita sempre l'esempio di the Last Of Us, ma siamo sinceri. The Last Of Us non è che abbia tutto questo gameplay sopraffino...anzi! Sono abbastanza sicuro che se non avesse l'impatto narrativo che ha molti di noi l'avrebbero snobbato. Io ho apprezzato tanto il titolo, ma quasi esclusivamente per la narrativa. Secondo me l'unico genere che conserva la magica accoppiata è quello dei classici RPG (isometrici o 3D) Pre-Ristrutturazione (più o meno quando è uscito il primo Mass Effect). Anche giochi bellissimi narrativamente, come The Witcher 3, cadono un po' per quanto riguarda il gameplay.
  • DoubleBarrel
    DoubleBarrel
    Livello: 3
    Post: 4447
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    Ok, cercherò di fornire un commento più produttivo. Un gioco può essere meno dell'insieme di tutte le parti che lo compongono, ed in questo caso ci troviamo di fronte a prodotti scadenti o quanto meno discutibili, può essere valutabile esattamente come la somma delle parti che lo compongono, in questa categoria ci finiscono spesso i grossi blockbuster commerciali, tanta roba generalmente poco sopra o poco sotto la media in ogni singola sua parte, oppure può essere ben più della somma di tutte le sue parti, in quest'ultimo caso ci si trova di fronte ai veri capolavori, ma bisogna tenere conto di un grosso PERO'. Tutte le valutazioni alla fin fine sono soggettive, quello che sotto la lente di analisi tecniche può essere un difetto per alcuni per altri può essere un pregio, porto l'esempio di un hack 'n slash con delle meccaniche di combattimento abbastanza semplici, sebbene tecnicamente questo non risulti complesso ed approfondito sotto alcuni aspetti, potrebbe esserlo sotto altri, sebbene non soddisfi gli appassionati hardcore del genere, potrebbe invece risultare più godibile, per una certa parte di utenza, rispetto ad altri titoli più tecnici, quello che per alcune persone può essere considerato un difetto per altre può essere un pregio, per cui, sebbene si possa avere a che fare con esecuzioni talmente valide nei cui confronti un giudizio positivo possa essere condiviso da larghe fette d'utenza, la bontà "finale" di un titolo è e resta una valutazione non un po', neanche molto, ma completamente soggettiva. Poi bisogna rientrare nella considerazione del target, preso in considerazione in fase di concept, a cui si vuole rivolgere il gioco in esame, ed è in questo momento che si può prendere in considerazione il "game design", ovvero solo analizzando il target di riferimento di un gioco, per quanto riguarda tutto il resto, essendo ogni persona dotata di gusti propri, non si può certo "criticare" il fatto che chi opera nel settore della critica tenda a scindere le singole componenti di un gioco per analizzarle, difatti questo è l'unico modo per dare valutazioni più oggettive possibili, perchè considerando solo l'aspetto game design ci si troverebbe di fronte ad analisi massificate e fortemente influenzate dalle opinioni soggettive, a seconda del fatto che chi lo analizza rientri o meno nel target pensato per il gioco, pertanto ben venga che la critica prima analizzi tecnicamente le singole componenti di un gioco e poi ne dia una valutazione, da considerare però sempre piuttosto soggettiva, nel suo complesso. Quindi, punti a questo giunto, voglio spiegarti il motivo della mia battuta caustica di prima, nessun giocatore ha mai comprato un gioco solamente per una delle parti che lo compongono, nessuno ha mai valutato un gioco come capolavoro nel suo insieme per una delle singole sue parti, invece parecchie volte un gioco è stato bocciato completamente anche per una sola delle sua parti, spesso e volentieri proprio il gameplay, perchè se un gioco ha una storia incredibile, una colonna sonora stupenda, una grafica d'eccezione ma è ingiocabile a causa di controlli mal calcolati od una telecamera "ritardata", tutto il resto diventa un contorno di cui non si può godere, pertanto non si può ridurre un gioco ad una mera media matematica della somma qualitativa delle sue parti, tantomeno ne si può trarne una media valutando le interconnessioni tra le sue parti, perchè un gioco che fosse in tutto e per tutto da 10 ma con un gameplay semplicemente orrendo rimarrebbe un gioco orrendo, pertanto, giusto per stringere, trovo la tua analisi parzialmente vera ma superficiale, banale per certi versi, ma soprattutto incompleta, oltretutto non sopporto gli inganni, quindi trovo giusto farti sapere che, personalmente, non ho trovato il tuo intervento interessante, nè esaustivo, tantomeno approfondito, figuriamoci utile. Se sia stato il poco tempo a tua disposizione, le scie chimiche od il buco nell'ozono non lo so, però resta il fatto che il risultato lo trovo scontato e farcito di luoghi comuni, impressione personale per la quale spero tu mi possa non portare rancore. Peace.
  • kurt84
    kurt84
    Livello: 3
    Post: 136
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    madò quanto gesticoli XD
  • Mugico
    Mugico
    Livello: 6
    Post: 346
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    L'analisi non è sbagliata. Però ogni volta che sento parlare di evoluzione dei videogiochi sento discorsi che si fermano, se va bene, alla fine della scorsa gen. Come se solo con PS3 e Xbox360 si sia scoperto che il medium può veicolare anche messaggi. Eppure io ricordo che Half Life nel 1998 portò la narrazione con la N maiuscola in un genere che fino a quel momento l'aveva trascurata. E lo fece senza assolutamente abbandonare il gameplay. E' giusto dire che gli elementi che compongono un videogioco si devono amalgamare tra loro. Ed è giusto dire che un gioco deve avere il suo scopo. Per questo motivo ricordo ai più che uno dei titoli più sottovalutati della scorsa gen è Killzone 2, che tutti hanno biasimato per il gameplay non alla Halo, la monocromia e la scarsa varietà degli ambienti di gioco. Ma se io devo raccontare la storia dell'invasione di un pianeta che sta morendo nel tentativo di sfondare le difese nemiche che faccio, metto le montagne russe e i festoni colorati? Infatti Killzone 3 e Shadow Fall, che si sono adattati al trend Cod, sono privi di personalità. Parliamo ancora di amalgamare gli elementi che compongono il videogioco. Che cosa vuole dire? Nel video si fa vedere Rez, piccolo ispiratissimo capolavoro Dreamcast che ebbe il merito di portare alle estreme conseguenze il concetto alla base dei rhythm game. Ovvero, è il ritmo che guida il gameplay. Tra l'altro, il gioco era multisensoriale e cinestetico. La storia era abbastanza sempliciotta, ma serviva bene al suo scopo: essere una traccia. Continuiamo. La serie Zelda non vanta storie in sé memorabili e più o meno tutte si alternano lungo il canovaccio della principessa e del mondo da salvare dalle forze del male. Però in ogni titolo troviamo elementi narrativi di spessore, simboli, accompagnati da un solido gamedesign. Che più o meno in questo caso significa che, al pari di quanto avviene in Half Life, è il gameplay che guida la narrazione. Esiste un mondo di gioco in cui il giocatore è chiamato a portare avanti la narrazione. Spiegandola, proprio come avverrebbe in un libro sfogliando le pagine, con le proprie azioni di gioco. Senza dimenticare che, ed è questo il bello del videogioco, se io prendo il mio personaggio e decido che devo trascorrere il mio tempo a raccogliere gemme, anche quella è una storia: il racconto di un ragazzo che raccoglie gemme, nulla di particolare, certo, ma è pur sempre una storia. Cosa succede allora se lo sviluppatore decide di rivendicare il suo ruolo di gamemaster privandoti della possibilità di essere tu a condurre il ritmo del gioco? Se una SH decide di raccontare una storia, come ad esempio un thriller, in cui l'alternanza tra le scene è fondamentale per dare senso ad uno storytelling, che succede se il giocatore perde troppo tempo ad esplorare una zona? E se non riesce ad andare avanti? E se quel salto è troppo difficile da realizzare? Se quell'enigma è troppo complesso o, peggio, si annoia e smette di giocare? Non sia mai che questo comprometta la narrazione. Ecco io credo che molte SH si siano poste queste domande e abbiano infine deciso che doveva essere il racconto a guidare il gameplay e non viceversa. Così ha fatto Quantic Dream con Heavy Rain; oppure Ubisoft con Assassin's Creed (ma ancora prima con Prince of Persia); ecc. Per carità esistono ancora titoli meritevolissimi come The Witcher 3 e anche in passato ci sono stati giochi in cui la narrativa era preponderante. Poi penso anche alle moderne avventure grafiche come To the moon o The Walking Dead che sono pienamente titoli in cui la narrativa è centrale ed ti spinge con gusto ad andare avanti. Ecc.. Perciò credo che stiamo parlando di un non problema, dato che ormai c'è una maturata consapevolezza da parte del pubblico proprio su questo tema. Il problema, anzi i problemi, sono quello degli sviluppatori che vogliono continuare a vendere i propri prodotti, ma non tutti sono in grado di dare alle stampe un Batman Arkham Asylum o un Dark Souls e perciò ci si nasconde dietro il dito della modernità che privilegia l’arte dimenticando che le cose artisticamente più incisive sono state mediamente dette in passato dai Jrpg (giochi di ruolo a turni); quello dei critici o recensori, che dovrebbero essere in grado di giudicare in maniera più accurata o profonda anche altri elementi come storia e colonna sonora, per spiegare perché al di là del valore produttivo quel racconto sia di spessore e se sì secondo quale punto di vista (quello del giocatore o del cinefilo?); quello dei giocatori, che dovrebbero smetterla di farsi intortare e sviluppare un proprio gusto scevro da condizionamenti e affettazione: esistono in generi, che non sono solo FPS, RTS, ecc., ma anche trash, pulp, casual ecc.. Questo per limitarci a quei giochi che si mantengono sulla linea di confine. Ovvero non propongono un openworld proprio per dare un maggiore rilievo ad gamedesign, ma non sconfinano nemmeno nel binarione poiché lambiscono il concetto del “fai la tua storia” trasformandolo in “scopri la tua storia”. Però non dimentichiamoci che non ci troviamo più nel 2000: gli openworld sono maturati e anche su console. Il punto resta uno: il gioco diverte? Non dimentichiamo che video-gioco non significa solo che c’è una componente di visualizzazione ed una di interazione. L’interazione è di tipo ludico, di gioco appunto, che in un’accezione illuminista è una componente essenziale della vita umana e rimanda al divertimento, che non significa solo ridere o svagarsi, ma anche distrarsi. La distrazione in senso filosofico può essere qualcosa che ci toglie alla vita quotidiana e ci fa immergere in altri mondi o questioni. Ed infatti noi siamo sempre là ad esplorare mondi alieni, combattere zombi, segnare gol decisivi, magari alla fine di una giornata non troppo stimolante. Oppure abbiamo bisogno di immergerci in un mondo fantastico o nella vita un po’ triste un po’ poetica di qualcuno, tentando magari di migliorare le cose. Ecco, questo dobbiamo chiederci secondo me dopo aver giocato ad un videogioco, mi ha divertito? Vorrei tornare in quel mondo? Parafrasando le parole di un grande scrittore, “il videogioco, come tutta l’arte del resto, è la dimostrazione che una vita non basta”.
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