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Nintendo vs. PC Box: l'esito della causa legale

Nintendo vs. PC Box: l'esito della causa legale

Nintendo (Software House)
A cura di Samuele “SamWolf” Zaboi del 16/11/2015
Nintendo ha annunciato la recente sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di un rivenditore locale (PC Box s.r.l.), per elusione di misure tecnologiche di protezione integrate nei sistemi Nintendo.

Il Tribunale aveva richiesto un parere alla Corte di giustizia dell'Unione europea in merito a due questioni inerenti l'interpretazione delle disposizioni della legge europea sul copyright, che consentono ai titolari legittimi di implementare misure di protezione al fine di tutelarsi da episodi di pirateria. L'esito del ricorso pregiudiziale presso la Corte di giustizia europea forniva ai tribunali dei singoli Stati membri un quadro di riferimento per determinare se tali misure di protezione fossero adeguate e quindi conformi alla legge.
La sentenza emessa dal Tribunale in materia coincide quindi con la prima applicazione da parte di uno Stato membro delle norme di orientamento della Corte di giustizia UE. Il Tribunale ha disposto che l'utilizzo primario di dispositivi come game copier e mod chip, che permettono di aggirare le misure tecnologiche, è un'elusione delle misure di protezione con l'obiettivo di consentire la riproduzione di giochi pirata. Ha inoltre stabilito che le misure di sicurezza di Nintendo sono completamente adeguate e quindi tutelate dalla legge italiana sul copyright.

Nintendo si è detta lieta che tale sentenza sia coerente con una lunga serie di precedenti giuridici stabiliti da tribunali nazionali di alcuni Stati membri, come Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. La sentenza è inoltre totalmente allineata a molteplici sentenze emesse dalla Corte di Cassazione italiana (sezione penale) a carico di rivenditori di dispositivi illegali per l'elusione di misure tecnologiche, così come a una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze, che ha riconfermato una sentenza penale di primo grado a carico dei proprietari di PC Box.
"Importare e rivendere dispositivi illegali per l'elusione di misure tecnologiche è illegale ai sensi della legge italiana e i rivenditori possono dover affrontare condanne penali, sanzioni e pesanti risarcimenti" ha ribadito Nintendo, consigliando ai suoi clienti di "non sovvenzionare la pirateria acquistando o rivendendo tali dispositivi".