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Noto vlogger analizza PlayStation Now e i rischi del cloud gaming

Noto vlogger analizza PlayStation Now e i rischi del cloud gaming

Videogames
A cura di Domenico “Naares” Scarpello del 12/01/2014
Rich del canale ReviewTechUSA è uno dei più noti vlogger impegnati in una costante analisi del mercato videoludico grazie a riflessioni lucide su quanto accade nel nostro presente. Qualche giorno dopo l'annuncio della rivoluzione che sarà PlayStation Now, Rich va a osservare la questione con un occhio il più possibile critico e approfondito.
Andiamo allora a riflettere su ciò che una simile rivoluzione potrà comportare, in quanto ci sono molti aspetti che forse non volgono necessariamente a vantaggio dei consumatori. A detta del vlogger si sta in particolare sottovalutando l'importanza della copia fisica, non necessariamente su supporto, ma anche semplicemente dei dati all'interno di un hard disk. Il cloud farebbe in pratica pagare una certa somma di denaro al mese per "autorizzarci" a giocare ad un titolo che non sarebbe di nostro possesso, e che non sarebbe presente in alcun modo nella memoria ROM della nostra macchina.
E ancora ci si domanda come potrebbero aziende come Activision o Electronic Arts investire su produzioni tripla A basandosi solo sui 15 dollari / euro mensili degli utenti. Si dovrebbere in pratica cercare dei nuovi sistemi per spremere le tasche del consumatore, magari le famigerate micro transazioni che continuano a farsi strada con sempre maggiore irruenza.
E per finire il discorso bancarotta: cosa succederebbe se un'azienda che fornisce cloud gaming dovesse fallire? Se da una parte Steam offre la garanzia di poter scaricare sul nostro disco fisso delle copie complete e funzionanti di quanto abbiamo acquistato, parlando di cloud gaming la cosa sarebbe impossibile, in quanto i dati fisici esistono esclusivamente sui server, e gli utenti pagano per un servizio che non include il possesso del software. Sarebbero dunque tutti soldi sprecati?

Vi lasciamo alla visione del video invitandovi ad attivare i sottotitoli e, se ne avete voglia, ci interesserebbe molto sapere cosa pensate della questione e come la vivete sulla vostra pelle e sul vostro portafogli.