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Patrice Desilets esprime il suo pensiero sull'industria dei videogiochi

Patrice Desilets esprime il suo pensiero sull'industria dei videogiochi

Videogames
A cura di Davide “Alexander” Dorino del 30/06/2013
Un paio di giorni fa, durante una conferenza al GameLab di Barcellona, Patrice Desilets, ex Ubisoft e THQ oltre che uno dei creatori del primo Assassin's Creed, aveva detto la sua circa i titoli tripla A, l'inevitabile futuro digitale dell'industria e i supporti fisici. Il suo discorso si era spinto anche oltre, parlando dell'industria in senso ampio, in termini di approccio culturale allo sviluppo e nuovi punti di vista. Vi riportiamo le sue parole in merito.

"Vi sono videogiochi ed esperienze interattive. Io mi occupo di esperienze interattive molto più che di videogiochi.Giocare ai piccoli giochi è una gran cosa - anch'io ci gioco - ma c'è qualcosa di più. I "giochini" che vendono così tanto sono come i giornali: è bello leggere del gossip, ma non lascia nulla ed è difficile interessarsene realmente. Le esperienze interattive sono invece come romanzi, sono qualcosa di più, di diverso. Ti trascinano dentro di essi, assorbono il tuo tempo, li puoi vivere e possono influenzarti. E' questa la grande differenza", ha detto Desilets circa i diversi tipi di esperienze legate ai videogiochi.

Il game designer e creativo chiede all'industria e alle sue menti di allargare l'attuale limitato punto di vista: "Credo abbiamo bisogno di una rivoluzione. Sono stato all'E3 negli ultimi anni e ho sempre visto bene o male le stesse cose. Voglio dire: a tutti noi piacciono gli space marines e gli shooters, ma abbiamo bisogno di raccontare anche qualcos'altro. Fare giochi con un approccio culturale diverso. Con Ubisoft abbiamo fatto un gioco sulla fede musulmana e uno sul rinascimento italiano, ad esempio (i primi due Assassin's Creed, ndr). Avere un punto di vista culturale diventerà sempre più importante. Il progetto al quale stavo lavorando (1666: Amsterdam, ndr), penso che potrebbe cambiare l'intera industria".