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Will Wright: i limiti dei videogiochi? Psicologici

Will Wright: i limiti dei videogiochi? Psicologici

Will Wright

PC, PS3, X360

A cura di Alessandro “Alexru88” Rusconi del 07/05/2013
Will Wright è il game designer a cui dobbiamo i vari capitoli di The Sims, Sim City e Spore. In una recente intervista (a GamesIndustry) si sono toccati vari temi, inerenti soprattutto alla lezione che il designer ha tenuto all'Università di Santa Cruz (California).
Wright crede che, se da una parte i limiti tecnici continuino a persistere, i problemi principali sullo sviluppo dei videogiochi siano di natura psicologica: "Nessun game designer ha mai sbagliato nel sovrastimare il narcisismo dei giocatori" - spiega Wright parafrasando la più famosa frase sul sottostimare l'intelligenza del pubblico americano. Per questo, continua, "è importante dare al giocatore la possibilità di condividere i propri progressi e achievements. Inoltre, "Molti giochi riguardano il fallimento dei giocatori, e progettare un buon videogioco, significa proporre quei fallimenti nella maniera migliore, visto che molti giocatori spendono la maggior parte del tempo proprio fallendo".
Poi offre un parallelo tra arte e videogiochi: "L'arte è passata da rappresentazioni grezze, ad altre quasi foto-realistiche; poi si è diretta all'arte più astratta, interpretativa." Wright si dice convinto che questo accadrà anche per i videogiochi, di cui, "abbiamo espresso solo una parte del potenziale".
L'ultimo passaggio artistico, potrebbe essere attuato non dalle grandi produzioni, bensì dagli Indie: "Ricordo, una decina di anni fa, quando a ogni E3 si camminava chiedendo, novità? Nessuna, nessuna, nessuna. Ma adesso, ogni settimana sento qualcuno parlare di nuovi progetti, sempre più strani e originali."
Wright conclude sostenendo che i videogiochi diventeranno presto importanti quanto i film, e più importanti dei libri.