Videogiocatori (pirati) disoccupati: non siamo dei ladri

In questi giorni il tema pirateria è tornato alla ribalta, dopo l'iniziativa del nuovo studio Greenheart Games, di rilasciare anche la versione pirata del proprio gioco, Game Dev Tycoon, al day-one. Risultato? Potete immaginarlo.
Ma oggi si apre un'altra faccia della questione su Kotaku.com. Il sito infatti ha chiesto ai lettori nei giorni scorsi delle testimonianze sul gaming, sia da lavoratori che da disoccupati. Ebbene, la testimonianza di un disoccupato afferma che la pirateria non sia da considerarsi un furto in quella situazione: "Quando non si hanno molti soldi, i giochi sono più di un hobby: sono una necessità per distrarsi. I giochi possono aiutarti a passare il tempo." Il giocatore però non vuole passare per uno che pensa solo a scaricare: "Per comprare Skyrim, ho venduto 5-6 dei miei giochi. Non mi sento colpevole per quello che faccio. Semplicemente 60$ non li posso spendere sempre, soprattutto se non sono sicuro che ne valga la pena"
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