Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
THQ, Jason Rubin spiega il perché del fallimento

THQ, Jason Rubin spiega il perché del fallimento

THQ

PC, PS3, WII, X360

Halifax

Fondata nel 1989

A cura di Stefania “Tahva” Sperandio del 31/01/2013
L'ormai ex boss di THQ, Jason Rubin, unitosi alla compagnia a maggio 2012 nel tentativo di risollevarne le sorti, ha parlato oggi di quelle che egli ritiene essere le motivazioni che la hanno fatta colare a picco, portandola fino alla bancarotta e alla messa all'asta.

"Ritengo non sia corretto associare l'imbarazzante situazione di THQ ai cambi generali che si stanno verificando nell'industria" ha esordito Rubin, non usando mezzi termini. "Tutti i publisher da tripla A si sono trovati sotto pressione, ma THQ avrebbe avuto tutte le possibilità di sopravvivere, se non avesse commesso errori enormi."

"Quali errori?", vi starete chiedendo. Rubin riporta alcuni esempi: "le incredibile perdite legate al progetto uDraw" esordisce. "La mole enorme di capitali sprecati per investire su un MMO mai pubblicato e poi cancellato. Il continuare ad intestardirsi a lavorare su titoli per bambini e casual, dopo che il mercato mobile e dei tablet ha ucciso quel business. O titoli brutti, in ritardo o comunque inferiori come Homefront, e più generalmente l'approccio inefficiente e a casaccio nel fare gli affari."

"Credo che la fortuna abbia un ruolo importante nel successo o nel fallimento, ma le decisioni e la gestione di THQ sono state il maggior motivo del suo fallimento. Dire che si è trattato principalmente di sfortuna sarebbe una scusa. Homefront avrebbe potuto vendere 10 milioni di copie? Forse sì, ma sicuramente non senza una produzione migliore."

"Oltretutto, è difficile attribuire una cosa come un MMO cancellato alla sfortuna. Quella è stata semplicemente una pessima decisione, in un mare di pessime decisioni" ha concluso Rubin.