Studio USA: Gli FPS aiutano l'apprendimento e le capacità cognitive

Mentre deputati e senatori americani di entrambi gli schieramenti fanno la gara a chi la spara più grossa sui videogiochi, la scrittrice e collega Lydia Denworth ha pubblicato un articolo che elogia le qualità educative del nostro passatempo preferito, in particolare degli sparatutto in soggettiva.

L'articolo, consultabile sulla rivista Scientific American Mind (di cui è disponibile anche una versione digitale), raccoglie i risultati di diversi studi condotti negli anni da scienziati americani ed europei sull'impatto dei videogiochi nei processi cognitivi delle persone.

Tra i risultati più emblematici spiccano quelli ottenuti dalla neuroscienziata Daphne Bavelier dell'Università di Rochester, che evidenzia come i videogiochi "risintonizzino le connessioni fra differenti aree del cervello", conferendo così dei vantaggi utili al di fuori del medium alle persone che li utilizzano, una sorta di "Santo Graal dell'educazione".

Il campione coinvolto nell'esperimento comprendeva persone classificate come non-gamers (non giocatori), che sono state sottoposte a sessioni di gioco limitate e regolari con titoli come Unreal Tournament 2004 e Halo: Combat Evolved; alla fine dello studio i (non più)non-gamers avevano raggiunto gli stessi punteggi del "campione di controllo", composto da giocatori abituali degli stessi titoli, in test di ragionamento spaziale e di attenzione visiva.

In un altro studio del 2006, la stessa Bavelier e il ricercatore C. Shawn Green, hanno chiesto a nove non-giocatori di giocare a Medal of Honor: Allied Assault per un'ora al giorno in 10 giorni, e ad altri otto non-giocatori di giocare a Tetris per lo stesso periodo di tempo.
Il risultato è stato che il campione sottoposto al simulatore militare hanno ottenuto risultati superiori in tre test di attenzione visuale, una "skill vitale per attività come la lettura e la guida".

Più recentemente, nel 2007, un altro studio della Iowa State University ha dimostrato come le abilità e le esperienze pregresse con i videogiochi siano legate a un livello di errori significativamente ridotto tra i chirurghi laparoscopici.

Infine, in uno studio del 2011, i ricercatori Roger Li e Dennis Levi dell'Università della California, Berkeley, hanno scoperto come passare 40 ore giocando a Medal of Honor: Pacific Assault hanno aiutato nella cura dell'ambliopia (l'occhio pigro) in 10 adulti, oltre a migliorarne l'attenzione spaziale e le capacità di percezione della profondità.

Peccato che tutti questi studi abbiano fallito nel cogliere il messaggio malefico, conturbante e corruttore di menti del nostro medium preferito, come invece sembrano aver scoperto gli "illuminati" ospiti del Congresso degli Stati Uniti.
Tags: | Videogames
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
    Numero commenti: 0
caricamento in corso...
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.