Il senatore Rockefeller ripropone il disegno di legge per studiare i videogiochi violenti

All'indomani della chiusura dei lavori dellla centododicesima sessione del Congresso Americano, e della conseguente morte prematura del suo progetto di legge, il senatore americano Jay Rockefeller aveva promesso che non si sarebbe arreso e che l'avrebbe riproposta alla sessione successiva.

Una promessa evidentemente mantenuta, visto che la settimana scorsa il senatore ha riproposto il suo disegno di legge, che proporrebbe il commissionamento alla National Academy of Sciences di una serie di studi sulla violenza nei media (specialmente nei videogiochi), in collaborazione con la Federal Trade Commission e la Federal Communications Commissions, con risultati da comunicare entro 18 mesi.

A differenza della volta precedente, in cui Rockefeller appoggiava essenzialmente da solo la proposta, questa volta sembrano essersi uniti anche quattro co-sponsor, ovvero quattro senatori co-firmatari.
Secondo Polygon, inoltre, il disegno di legge avrebbe il 12% di possilità di passare l'esame delle commissioni interne e il 2% di diventare legge, percentuali minime ma comunque positive nel mondo politico e preoccupanti per i contribuenti.

Difatti, nel malaugurato caso venisse approvato, questo studio della National Academy of Sciences andrebbe ad affiancarsi allo studio già richiesto dal Presidente degli Stati Uniti Obama, nell'ambito delle misure proposte per combattere la proliferazione della violenza armata, che, per la "modica cifra" di 10 milioni di Dollari (dei contribuenti americani), commissionerebbe al CDC l'onere di approfondire la relazione fra videogiochi, "immagini dai media" e la violenza.

A difesa del suo disegno di legge, il senatore repubblicano ha tirato in causa proprio la ricerca richiesta dal presidente, affermando "Penso che ormai tutti possiamo essere d'accordo sul fatto che l'impatto dei contenuti violenti sul benessere dei nostri bambini sia un problema importante, e sono contento che questo nuovo progetto lo approfondirà ulteriormente," aggiungendo "Sto lavorando duro al Senato per far sì che questo tipo di ricerca, che ho fortemente supportato durante la mia carriera, sia disponibile per informare il nostro lavoro sulla violenza armata. La prossima settimana ho intenzione di reintrodurre il mio disegno di legge per chiedere alla National Academy of Sciences di studiare il collegamento fra contenuti violenti e il comportamento dei giovani."

Volendo cercare del buono in questa proposta, potremmo evidenziare che la ricerca includerà anche un rapporto sulla differenza d'impatto dei contenuti violenti dei videogiochi rispetto a quelli degli altri tipi di media.

Sfortunatamente per i videogiocatori contribuenti americani, questa proposta non è l'unica al vaglio del Congresso nell'ultimo mese, visto che anche il Democratico Jim Matheson dello Utah ha introdotto, lo scorso 15 Gennaio, un disegno di legge che "richiderebbe dei bollini di classificazione sui videogiochi (in barba al lavoro svolto dall'ESRB negli ultimi 19 anni, nda) e che proibisse la vendita o il noleggio di giochi per adulti ai minori".
Nell'ambito delle leggi statali, invece, un rappresentante Repubblicano ha introdotto una proposta di legge statale che richiederebbe una tassa aggiuntiva sulla vendita dell'1% "sui videogiochi violenti, basandosi sulla loro classificazione ESRB (beh, almeno in questo caso l'istituto viene riconosciuto... nda).
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