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Videogamer deluso chiede ad Obama di proibire DmC Devil May Cry

Videogamer deluso chiede ad Obama di proibire DmC Devil May Cry

DMC Devil May Cry

PS3, X360

Action-Adventure

Italiano

Halifax

15 gennaio 2013 Console / 25 gennaio 2013 PC / 10 marzo 2015 (PS4-Xbox One)

A cura di Stefania “Tahva” Sperandio del 22/01/2013
Che il mondo dei videogame fosse bizzarro, lo sapevamo già. Ma che qualcuno arrivasse ad inviare una petizione al presidente Barack Obama, chiedendogli di far rimuovere dai negozi DmC - Devil May Cry, probabilmente nessuno di noi avrebbe potuto prevederlo.

Un videogamer deluso, come si diceva sopra, ha davvero deciso di sottoporre all'attenzione del presidente Obama una petizione, nel testo della quale lamenta che "DmC offende noi consumatori" e chiede quindi la rimozione del prodotto dal commercio. Vi riportiamo qua sotto il testo integrale tradotto della petizione, pleonasmi compresi:

"Caro Mr. Obama,
come consumatore dell'industria dei videogame, c'è un gioco che ha causato un sacco di controversie nei mesi scorsi.
Il nome del gioco è DmC: Devil May Cry, realizzato da Ninja Theory e Capcom. La maggior parte dei giocatori è irritata dal fatto che questo gioco sia cambiato tanto rispetto ai predecessori, e per questo motivo il gioco insulta i consumatori.
Noi, come consumatori, non volevamo né necessitvamo di questo reboot, e riteniamo che violi i nostri diritti di avere una scelta tra gli originali e il reboot [???, ndr]. Questo gioco viola i nostri diritti in quanto consumatori, e riteniamo che debba essere rimosso dagli scaffali dei negozi di videogame per via della sua natura insultante e per via del fatto che viola i nostri diritti.
Per favore, Mr Obama, guardi in profondità nel suo cuore e prenda una decisione che possa far piacere a noi giocatori."


La petizione al momento non sta ottenendo particolare successo, nemmeno tra coloro che non hanno gradito DmC, e conta 21 firme. Ne saranno necessarie altre 99.979 entro il 19 febbraio perché la richiesta ottenga le attenzioni dello staff del presidente.

In calce, vi lasciamo il link diretto alla petizione.