I videogiochi rendono dementi?

Il The Sun ha riportato le parole di uno dei neuroscienziati leader nella sua specializzazione, Baroness Greenfield, la quale afferma che un prolungato uso dei videogiochi può provocare demenza. Per la precisione la Greenfield spiega come in media i ragazzi passino circa duemila ore davanti allo schermo in un anno, sommando anche le ore passate al computer. Se la tecnologia è vantaggiosa da un lato, potendo dare maggior sfogo alla creatività dei ragazzi, la dottoressa avverte come dei particolari meccanismi del cervello umano facciano si che si abbia dipendenza da attività a schermo, potendo arrivare a bloccare momentaneamente le connessioni nel cervello vista l'eccessiva presenza di attività a forte contenuto sensoriale. Il pericolo è che le connessioni del cervello possano disattivarsi definitivamente, causando appunto demenza. La dottoressa non si è fermato solo a ciò, parlando anche di come oggi i ragazzi tendono ad identificarsi non con la propria personalità ma in base a come percepiscono di essere visti dagli altri, ponendo cosi i giovani a vivere le loro vite attraverso Facebook ed i social network. Si sente infatti secondo la neuroscienziata la mancanza di volontà di uscire fuori, sentire il sole sul viso, l'erba sotto i piedi ed arrampicarsi sugli alberi. Per la gioia di noi videogiocatori il The Sun cita episodi di cronaca per ribadire come, secondo loro, i giocatori non sanno distinguere tra realtà e finzione tanto che in molti vorrebbero poter usare le armi di Portal nella vita reale.
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