Il mercato videoludico secondo AESVI

Lo studio “Videogamers in Europe 2010”, realizzato dalla società di ricerca Game Vision per conto di ISFE Interactive Software Federation of Europe, è stato condotto nella primavera del 2010 su un campione di 2000 intervistati per paese tra i 16 e i 49 anni in 8 aree geografiche europee con l’obiettivo di fotografare profilo, abitudini e preferenze degli adulti europei in fatto di videogiochi. Tra i vari paesi oggetto dell’indagine è compresa anche l’Italia.

In Italia si gioca meno che in Europa. Nel nostro paese il 17% degli adulti ha giocato ai videogiochi negli ultimi 6 mesi contro una media europea del 25,4%. Mentre la vicina Francia detiene il primato del 38%, l’Italia risulta essere uno dei paesi europei dove si gioca di meno tra le generazioni adulte. Se questo è vero per gli uomini, lo è ancora di più per le donne. In Italia giocano 1 uomo su 4 (24%) e 1 donna su 10 (11%), mentre in Europa questa percentuale sale in media ad 1 uomo su 3 (31%) e a 1 donna su 5 (20%). La ripartizione dei videogiocatori per fascia di età nel nostro paese risulta invece abbastanza coerente con l’Europa: il videogioco appare infatti una forma di intrattenimento diffusa soprattutto tra i giovani (50% tra i 16 e i 29 anni) anche se va rilevata una rilevante proporzione di utenti anche nella fascia più adulta (20% tra i 30 e i 49 anni).

Italiani, popolo di “videogiocatori fedeli”. Lo studio identifica cinque diversi profili di videogiocatori sulla base del numero di ore dedicate al gioco e di videogiochi acquistati negli ultimi tre mesi: si va dal “videogiocatore appassionato” che gioca un’ora o più al giorno ed ha comprato almeno 3 videogiochi nell’ultimo periodo al “videogiocatore ad intermittenza” che non dedica un tempo regolare al videogioco in settimana, ma ha avuto qualche esperienza negli ultimi 6 mesi. L’Italia appare in linea con l’Europa quanto al numero di “videogiocatori appassionati” (7%), che appartengono soprattutto alla fascia di età tra i 25 e i 29 anni (13% di questo gruppo di età). La particolarità del nostro paese sta più che altro nel fatto di contare una delle percentuali più elevate in Europa di “videogiocatori fedeli” (19%), utenti che spendono il loro tempo a giocare, ma comprano pochi videogiochi. Questo dato può essere il riflesso di un minor budget a disposizione per l’acquisto e dell’impatto della pirateria.

Divertimento, relax o passatempo: tre buoni motivi per videogiocare. I videogiocatori italiani, in linea con la tendenza europea: giocano in prevalenza per divertirsi (59%), per rilassarsi (53%) e per passare il tempo (39%). Il divertimento viene indicato dagli intervistati come la motivazione principale per giocare su console fissa, mentre i videogiochi per console portatile vengono usati più come passatempo. I console games, inoltre, sono visti come un modo per socializzare con altri videogiocatori o giocare online più dei secondi.
Chi non videogioca dichiara di farlo per mancanza di tempo (48% degli intervistati) o perché convinto che videogiocare sia un’attività noiosa (16%). Le ragioni che potrebbero convincerli ad impugnare un joypad (“giocare con i miei figli”, “giocare per piccoli periodi di tempo” e “giocare a videogiochi che stimolano l’immaginazione/che mi fanno pensare”), sono caratteristiche già rintracciabili nei videogiochi in commercio, ma non tutti i non giocatori sembrano esserne al corrente!

Online, che passione! Il gioco online rappresenta uno dei settori del mercato che negli ultimi anni ha saputo incontrare le esigenze dei videogiocatori di tutta Europa. L’Italia non fa eccezione alla regola se si pensa che il 76% dei videogiocatori nostrani gioca online contro una media europea più bassa di cinque punti percentuali (71%). Principalmente si accede a giochi gratuiti (73%), meno a giochi a pagamento (22%). Tra i giochi a pagamento gli italiani sono tra i consumatori europei che mostrano la maggiore preferenza per i giochi online basati sulla formula pay per play (10%), ma non disdegnano nemmeno la formula dove si compra il software a pagamento e poi si gioca gratuitamente online (15%) mentre sono meno attirati dalla sottoscrizione di un abbonamento. Quando vanno in rete gli italiani si dimostrano tra i più grandi fruitori di giochi online sui social network o su siti Internet non di videogiochi. I giochi online che vanno per la maggiore in Italia sono i casual games, come puzzle, board, trivia, giochi di carte e mini games, genere preferito dal 55% degli utenti. Un 1 giocatore italiano su 5 gioca ai Massively Multiplayer Online Games contro 1 francese su 3.

Genitori italiani: più attenti nel monitorare i contenuti dei videogiochi. Più della metà dei genitori italiani (55%) dichiara di essere presente quando i propri figli videogiocano. Le tre motivazioni principali sono la voglia di fare un’attività divertente per tutta la famiglia (27%), trascorrere del tempo insieme (25%) o rispondere ad una richiesta dei figli (24%). Lo studio rileva, inoltre, che molti genitori non sono coinvolti negli acquisti di videogiochi per i propri figli. Tra i genitori che videogiocano il 24% non compra mai i videogiochi per i propri figli, ma la percentuale arriva quasi a raddoppiarsi (47%) tra i genitori che non video giocano. Se non sono presenti nel momento dell’acquisto, i genitori italiani mostrano di essere invece attivi nel monitorare i contenuti dei giochi che arrivano nelle mani dei più piccoli di casa: il 75% dei genitori che videogioca e il 66% di quelli che non videogiocano monitora i contenuti dei giochi la maggior parte delle volte o sempre. Rispettivamente solo il 15% e il 19% non lo fa mai.
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