Stando a un recente studio rilasciato dalla nota firma del marketing
Blitz, le correntemente adottate pratiche di marketing nel settore videoludico sembrano essere arrivate ai ferri corti. Lo studio si è focalizzato sui fattori che influenzano le decisioni dei cosiddetti
"avid gamers", tutti i giocatori che passano almeno 7 ore a settimana sulle loro consoles. Stando ai risultati, sono proprio questi
"avid gamers" che il marketing non riesce ad attrarre come vorrebbe: nello specifico, il grosso dell'influenza è dato dal passaparola fra amici.
La leziona da imparare -e le conseguenti contromisure da utilizzare- è la seguente: sfruttare i social network e il mobile marketing, mostrare di più fasi di gameplay, creare siti che siano di rilievo per i consumatori e che incentivino alla registrazione mediante bonus quali cheats, o sconti.
Benchè le conclusioni di
Blitz non siano certo delle rivelazioni, è altresì vero che, con particolare rilievo alla questione gameplay, molti sviluppatori si rivelino particolarmente reticenti: vuoi per creare Hype, vuoi per politiche di marketing di dubbia efficacia, spesso e volentieri prima che vengano mostrate fasi di gameplay molti titoli si mostrano al pubblico per mesi e mesi unicamente via CG. La controindicazione è presto ricavabile: la CG non riflette la qualità effettiva di ciò che desiderano vedere i giocatori, ossia le fasi di gioco effettive.