Un nuovo studio condotto dalla società
Nielsen ha evidenziato che i videogiocatori recentemente hanno iniziato a spendere più tempo per i videogiochi e più soldi per i giochi usati; in ribasso invece, le vendite dei giochi nuovi. La ricerca attribuisce la causa di questi fenomeni comportamentali alla recente crisi economica.
Secondo l'inchiesta, durante il mese di Gennaio 2009 i giocatori avrebbero speso una media di 19 ore alla settimana giocando ai videogames; la cifra assume particolare rilevanza se confrontata con quella relativa allo stesso mese del 2008, che vedeva i giocatori incollati alle loro piattaforme di gioco per "sole" 16 ore e mezzo alla settimana.
Sorprendentemente, Nielsen non ritiene che gli hardcore gamers abbiano influito in maniera determinante sulla ricerca; fondamentali sarebbero invece stati i "casual gamers". Ciò è confermato da un membro della società, Michael Flamberg: "
Prima di tutto, crediamo che i casual gamers stiano giocando la maggior parte dei giochi con più ampia diffusione, per esempio Wii Fit o Rock Band, innalzando in tal modo la soglia delle loro ore di gioco settimanali."
La statistica che vede le quotazione dei giochi usati in rialzo presso i giocatori di tutto il mondo è invece da interpretare: può essere una conseguenza della crisi economica, e ciò appare chiaro. Ma d'altra parte, si deve convenire che il panorama videoludico in questo momento scarseggia di titoli blasonati e con ampia attrattiva, capaci di far sborsare ai giocatori i molti denari che sono necessari per acquistarli.
Anche il settore videoludico subisce la crisi, in ogni caso: e poi dicono che la passione non ha prezzo.