(Os)sesso
Andrea e Giulia, sposati e con un figlio adolescente, Simone, conducono una vita tranquilla e priva di grandi emozioni, che però a Giulia comincia a stare stretta. È soprattutto la sfera sessuale a non soddisfarla: Andrea non è propriamente un campione di "intensità", e il suo vigore fisico lascia un po' a desiderare. In loro soccorso giunge però Max, vecchio amico di Giulia, ormai affermatosi come pornodivo di fama internazionale. Sarà lui a dispensare preziosi consigli, che si riveleranno utili anche a Simone, innamorato di una sua amica...
Il tabù che non c'è più
Diciamo la verità: di fronte al nuovo film di Fausto Brizzi, parlare di tabù sfatati o esorcizzati significherebbe cedere a un cliché giornalistico non solo abusato, ma anche insensato. Il sesso e la pornografia, ben lungi dall'essere un tabù, hanno ormai ben poco di "sconveniente" per lo spettatore contemporaneo, che anzi potrebbe addirittura veder tradite le sue aspettative di fronte a un prodotto così «casto», per citare lo stesso Brizzi. E infatti Com'è bello far l'amore non è altro che la solita commedia di costume, banalotta e poco divertente, che cambia struttura narrativa rispetto ai film precedenti del regista (non più corale, ma concentrata su una singola coppia), senza però variare il risultato. A variare è invece il prologo, certamente inusuale: i primi minuti del film, slegati dalla trama, ci raccontano che la natura del cinema è stata voyeuristica sin dalle origini, ma l'impressione è che Brizzi cercasse anzitutto una scusa per giustificare il 3D con qualche panorama in digitale o qualche risibile effettino grafico, che al contrario finisce per esaltare l'assoluta inutilità della stereoscopia (peraltro nativa) in un film del genere. D'altronde, se nemmeno gli americani fanno le commedie in 3D, una ragione dovrà pur esserci.
Prologo a parte - occhio alle dissertazioni sarcastiche sulla funzione "sociale" del cinema d'autore - la storia si trascina faticosamente senza il minimo ritmo (nei film di Brizzi la durata percepita dal pubblico pare il doppio di quella reale, non finiscono mai) e proponendo un umorismo stantio, diluito in gag nazionalpopolari che quantomeno cercano di non essere troppo triviali. Non c'è da stupirsi, poi, che gli sviluppi della storia conducano all'immancabile consolidamento delle istituzioni convenzionali: un po' di rassicurante moralismo non fa mai male.
Cast prevedibile nell'assegnazione dei ruoli (De Luigi fa il marito imbranato, Claudia Gerini la moglie panterona), con l'eccezione di Filippo Timi: alla sua prima prova "leggera", dimostra di saperci fare anche come attore comico.