«If you want that enough you can take it back… and more!»
Un uomo sale sul cornicione di un grattacielo newyorkese, la folla lo vede e la polizia accorre. Inizia così la storia di Nick Cassidy, ex poliziotto, ora galeotto in fuga, in piedi su un cornicione per provare la sua innocenza. Durante un lavoretto extra viene incastrato per il furto di un diamante da 40 carati. Finisce in galera, e fugge durante il funerale del padre. Dalla fuga al cornicione il passo è breve, e provare la propria innocenza mentre si è in bilico a un passo dal vuoto diventa l’obiettivo folle e adrenalinico di una coppia di fratelli unica al mondo...
«Man on a ledge»
40 carati, diretto da Asger Leth, è il nuovo film con Sam Worthington, la star di Avatar, ed è ambientato in una New York nevrotica e isterica, guardata dall’alto di uno dei suoi molti grattacieli. Una storia di redenzione e riscatto che punta alla verità sin dall’inizio, obiettivo comune a una serie di personaggi disposti a tutto pur di far sopravvivere il proprio punto di vista.
La trama è semplice, i cliché del genere sono sfruttati e spolpati fino al midollo, ma il film gode di un realismo ricreato da attori capaci e perfettamente calati nei propri ruoli. La storia regge perfettamente nonostante anche lei sia in eterno bilico con il suo stesso protagonista, preda di quei colpi di scena al limite del possibile. L’ambientazione newyorkese si sposa ottimamente con il ritmo e lo scopo del film, un classico thriller. La folla che guarda Nick da terra diventa strumento e personaggio, l’attenzione dei media è catalizzata sul salto, agognato da almeno il 50% delle persone in strada, secondo le vere forze dell’ordine americane, che ben conoscono la frase scelta come titolo nella versione originale: Man on a Ledge.
È il salto, quindi, a creare la suspense, e per mantenere alta e realistica l’azione il film è stato girato, in parte, su un vero cornicione, con tanto di gru per effettuare le riprese e non poche altre difficoltà logistiche. Il produttore Lorenzo Di Bonaventura ammette: «Non credo che molte produzioni sarebbero salite fino a 78 metri per fare le riprese. Noi, invece, abbiamo deciso che era la cosa giusta da fare».
Oltre alle location mozzafiato, il punto di forza di 40 carati è sicuramente il cast. Oltre all’ormai famigerato Worthington, Elizabeth Banks e Jamie Bell sono altri due nomi che costituiscono l’ossatura di questa pellicola: la Banks nel ruolo della poliziotta cui verrà affidato il compito di dissuadere l’uomo dal buttarsi; Bell nella parte del fratellino pieno di risorse. Ed Harris, infine, è il potente businessman senza scrupoli che utilizza la polizia come se fosse un’armata privata.
Salvezza e riscatto portano avanti la trama, ma è la vendetta a regalare al film quel gusto proibito in grado di trasformarsi, in un modo molto americano, in una rivalsa di proporzioni epiche.