Viaggio nell'isola misteriosa - Gioco on line

Titolo Originale: Journey 2: The Mysterious Island
Un film di Brad Peyton. Sceneggiatura: Richard Outten, Brian Gunn, Mark Gunn
Genere: Avventura, Fantastico - Stati Uniti (2012)
Produzione: Contrafilm, New Line Cinema, Walden Media. 
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data Uscita cinema: 24/02/2012
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Il prossimo 24 febbraio la Warner Bros. distribuirà nelle sale italiane Viaggio nell'isola misteriosa, sequel di Viaggio al centro della Terra, e Spaziofilm ha il piacere di presentarvi in esclusiva il gioco on-line ispirato al film: s'intitola Catch the Gold, ed è un arcade in cui dovrete aiutare Gabato (Luis Guzmán) a recuperare il maggior numero di pepite d'oro durante l'eruzione di un vulcano. Troverete il gioco attraverso il link sottostante.

GIOCA A CATCH THE GOLD!

Di seguito potrete invece leggere uno speciale di presentazione del film.

L'isola... che non c'è
Viaggio nell'isola misteriosa inizia quando il diciassettenne Sean Anderson (Josh Hutcherson) riceve una richiesta di soccorso da parte di suo nonno Alexander (Micheal Caine), proveniente da una misteriosa isola che non dovrebbe esistere. Poiché non riesce a trattenere il ragazzo a casa, Hank (Dwayne Johnson), il marito della madre di Sean, decide di seguirlo nella ricerca per risalire a chi e da dove è stato inviato il messaggio, iniziando un viaggio che li porterà prima nel Pacifico meridionale, poi in un luogo che poche persone hanno visto. O sono sopravvissute per poterne parlare. È un luogo di una bellezza stupefacente, con forme di vita strane e minacciose, vulcani, montagne d’oro e più di un segreto sconcertante.
In questo seguito del grande successo internazionale Viaggio al centro della Terra del 2008, i protagonisti, insieme a Gabato (Luis Guzmán) - l’unico pilota di elicottero che, con la bella e determinata figlia Kailani (Vanessa Hudgens), ha accettato di correre il rischio di accompagnarli - riescono a individuare l’isola, ma salvare il nonno di Sean non sarà facile...
Nel cast anche Kristin Davis nel ruolo della madre di Sean, Liz.
Girato in 3D, Viaggio nell'isola misteriosa è diretto da Brad Peyton da una sceneggiatura di Brian Gunn & Mark Gunn e un soggetto di Richard Outten e degli stessi Brian Gunn & Mark Gunn, prodotto da Beau Flynn, Tripp Vinson e Charlotte Huggins, che avevano collaborato anche per Viaggio al centro della Terra. I produttori esecutivi sono Richard Brener, Michael Disco, Samuel J. Brown, Marcus Viscidi, Michael Bostick e Evan Turner.
Tra i creativi dietro la macchina da presa, il direttore della fotografia David Tattersall, lo scenografo Bill Boes, il montatore David Rennie, la costumista Denise Wingate e il supervisore degli effetti visivi candidato agli Academy Award Boyd Shermis. Le musiche sono di Andrew Lockington.

«Per arrivare sull’isola dobbiamo entrare nell’occhio del ciclone»
Fan del primo film, Viaggio al centro della Terra, che ha fatto conoscere a tutto il mondo l’intrepido giovane esploratore Sean Anderson, il regista Brad Peyton dice: «Ho voluto continuare a raccontare la storia di Sean aggiungendo nuovi straordinari paesaggi e nuove sfide, perché ora lui non è più un bambino, ha diciassette anni ed è pronto a fare qualcosa di importante. Questa è la sua occasione per dimostrare che non è più solo uno del gruppo, è diventato un vero esploratore lui stesso».
«Il primo film ha colpito la fantasia del pubblico e ci ha mostrato un ragazzino con tante potenzialità, ma che aveva ancora molto da imparare» dice Dwayne Johnson, che interpreta il ruolo del marito della madre di Sean, Hank, ma è anche co-produttore del film. «Il secondo episodio ci porta in un ambiente nuovo ed eccitante, ricco di possibilità, e si può vedere chi è diventato questo giovane uomo».
Peyton, che recentemente ha raccontato il mondo segreto dello spionaggio in Cani & Gatti: La vendetta di Kitty 3D, è abituato a mescolare azione e comicità, con un tocco di imprevisto. «Fin da quando ho letto la sceneggiatura di Viaggio nell'isola misteriosa» dice, «non ho mai pensato a un piccolo film. Sapevo che dovevo inserire terre, mari e cieli, con creature, caverne, uragani, battaglie sottomarine e inseguimenti aerei, il tutto su uno sfondo mozzafiato. Inoltre l’impiego della tecnologia di ultima generazione ha permesso di ottenere qualcosa di speciale nel campo del 3D, che Viaggio al centro della Terra aveva aiutato ad affermare».
È stato proprio quest'ultimo film a utilizzare per primo, nel 2008, il Fusion System, una sofisticata attrezzatura con macchina digitale 3D, sviluppata da James Cameron e dal direttore della fotografia Vince Pace, e in seguito impiegata per girare Avatar. Quindi non sorprende che i realizzatori di Viaggio nell'isola misteriosa si siano rivolti ancora al Cameron Pace Group per le strategie e l’equipaggiamento necessario a cogliere la profondità e le dimensioni che Peyton voleva ottenere in una gamma di ambienti del mondo reale.
«Per me gli attori dovevano sporcarsi le mani, volevo una giungla vera, non una giungla sullo schermo verde» afferma il regista, deciso fin dall’inizio a girare in esterni. «E per tutte quelle scene spettacolari avevo bisogno di stare in quell’ambiente».
Il produttore Tripp Vinson dice: «L’azione è molto coinvolgente, ma è anche un film per tutta la famiglia e credo che vada dato atto a Brad di aver saputo combinare i due aspetti. Fin dai primi incontri aveva un’idea chiarissima di come dovessero apparire molte sequenze, sapeva come progettarle e ottenerle e ci è riuscito in pieno. Lui crea la tensione in una scena, poi concede un momento di sollievo e subito imprime una svolta all’azione che porta a una tensione ancora maggiore. Credo che uno degli aspetti migliori della sua direzione sia l’abilità di far sempre scorrere l’adrenalina».

Rapporti umani e ispirazioni letterarie
I realizzatori sapevano che ciò che aveva reso così indimenticabile la storia originale non erano state solo le audaci imprese dei protagonisti, quanto il rapporto che li legava e che nasceva o si rafforzava di fronte al pericolo e in situazioni che rivelavano la stoffa di cui erano fatti.
«Penso che il pubblico abbia apprezzato questi aspetti del primo film e noi ci siamo impegnati affinché fossero presenti integralmente anche in questo» dice il produttore Beau Flynn. «Abbiamo affrontato molti temi fra un’azione e l’altra, come il fatto di riconoscere il valore delle persone per quello che sono, non basandosi sulla prima impressione, aprendo il cuore a tutte le possibilità. E, dal punto di vista di un ragazzo di sedici o diciassette anni, iniziare a capire i propri genitori e viceversa».
I realizzatori hanno anche voluto che i personaggi che si ritrovano in quel paradiso tropicale, trasformatosi improvvisamente in una trappola mortale, debbano usare l’intelligenza e la prontezza dei loro riflessi per sopravvivere, soprattutto quando scoprono che piante e animali crescono secondo leggi diverse.
È la Legge dell’Isola, conosciuta anche come Legge di Foster. «È una vera teoria bio-geografica, secondo la quale nel corso dell’evoluzione in un ambiente isolato il grande può diventare piccolo e il piccolo grande» spiega la produttrice Charlotte Huggins. Di conseguenza un branco di elefanti può apparire e comportarsi esattamente come tutti gli elefanti, salvo che sono minuscoli, mentre le farfalle appaiono e si muovono come tutte le farfalle, solo che sono enormi».
L’aspetto negativo di questa evoluzione è l’esistenza di uccelli e lucertole carnivore, alcune lunghe come un campo da football, che vedono gli esploratori come il prossimo pasto.
Michael Caine, che interpreta il patriarca degli Anderson, Alexander, elemento chiave di quest’ultima avventura, sostiene che «Questa non è una fiaba, è molto veloce e i bambini devono essere svegli per non restare indietro».
Oppure essere lettori appassionati. Gli avvenimenti che si sviluppano sullo schermo sono in parte basati sui libri di Jules Verne, il visionario scrittore del XIX secolo, i cui romanzi L’isola misteriosa e Ventimila leghe sotto i mari sono stati d'ispirazione per la storia e l’azione, insieme a Robinson Crusoe di Robert Louis Stevenson e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Richard Outten, che ha scritto la storia con gli sceneggiatori Brian Gunn e Mark Gunn, dice: «Per me è stato un tributo a mio nonno e ai libri che ho amato di più quando ero bambino. Ho immaginato che le voci circolate su quell’isola straordinaria e fantastica abbiano ispirato tre romanzieri a scrivere i loro classici, una teoria poi dimostrata da un uomo amante dell’avventura e da suo nipote».
Dopo aver estrapolato dai libri di Verne e degli altri scrittori gli indizi per identificare le coordinate dell’isola, che non appare sulle carte geografiche, Sean torna spesso a Verne durante il viaggio, per studiare l’itinerario ed evitare i pericoli maggiori. «Non devono usare la forza per cavarsela nelle situazioni più difficili, ma affidarsi alla capacità di capire come comportarsi. Qui non ci sono "cattivi" da combattere, solo il tempo e gli ostacoli che impediscono il loro ritorno a casa» spiega Brian Gunn.
«Verne ha immaginato i sottomarini e i viaggi nello spazio molto prima che queste cose esistessero. Era un romanziere che basava le sue idee sulla scienza, ma era una scienza molto in anticipo sui tempi ed è proprio questo che rende così intriganti i suoi lavori» aggiunge Mark.
Il film rende omaggio a questo sfondo realistico, sia per quanto riguarda le anomalie dell’evoluzione che popolano l’isola, sia per le placche tettoniche in costante movimento pronte a inghiottirla. «Verne pensava che l’elemento fantastico provenisse dal mondo in cui viviamo, il mondo che abbiamo sotto i piedi, sicuramente più vasto e ricco di quanto possiamo immaginare, e noi abbiamo avuto lo stesso approccio» dice Peyton. «Più è surreale l’ambiente che si crea, più le leggi del mondo reale devono essere chiare e rispettate. La sfida è questa: come presentare le cose comuni in modo che siano drasticamente diverse da come le percepiamo normalmente, come far apparire bizzarro e imprevedibile ciò che ci è familiare? Questo non è un mondo fantasy; ci sono cose sorprendenti, ma sono perfettamente riconoscibili, solo che le proporzioni sono estremamente alterate».
«Non posso dire che nel film ogni singolo elemento scientifico sia corretto» aggiunge. «Ma siamo stati attenti che tutto iniziasse con delle basi realistiche. Dopo di che… ci siamo dati da fare».

Girare per il 3D (e non solo)
Viaggio nell'isola misteriosa è stato girato a Oahu, Hawaii, nell’autunno del 2010. L’isola ha offerto una grande varietà di paesaggi, dalle coste sabbiose alle vallate avvolte dalla nebbia, dalle grotte ai vulcani, fino alla Waimea Valley, Heeia Kea, China Walls e Kualoa Ranch, che ha ospitato tante produzioni cinematografiche e televisive, oltre a Halona Beach Cove, chiamata Eternity Beach da quando vi è stato girato il famoso film con Burt Lancaster e Deborah Kerr Da qui all’eternità.
Anche se è nato a San Francisco, Dwayne Johnson è l’eroe locale. «Sono cresciuto alle Hawaii, a circa un’ora da dove stavamo girando, a 13, 14 anni adoravo il cinema e avevo grandi sogni ed è stato bellissimo tornare per questa fantastica avventura».
I realizzatori hanno anche usato i teatri del North Carolina per completare alcune scene, a partire da quella dello schianto dell’elicottero.
L'obiettivo di Peyton era quello di creare un’esperienza in cui il pubblico potesse immergersi nel vero senso della parola, con tanta azione e personaggi e ambientazioni magnifiche. Per aiutare gli attori a entrare nella mentalità giusta, ha perfino fatto ascoltare loro il bellissimo tema del film, composto da Andrew Lockington, che nel 2008 ha vinto il BMI Award per la colonna sonora di Viaggio al centro della Terra.
Ma, come per il primo episodio, scegliere di girare in 3D ha avuto un ruolo importante. «Con un grande film d’azione come questo è necessario progettare quelle sequenze cercando di sfruttare al massimo la tecnologia, e Brad ha operato alcune scelte molto intelligenti» dice Vinson. «Se si osserva quella dell’inseguimento delle api, o quella della lucertola o della battaglia con l’anguilla che dà la scossa, appare chiaro che sono state strutturate per essere mostrate in 3D. Ma lui le ha usate anche in modi atipici».
«Tutti amano vedere le riprese in cui il pericolo incombe» riconosce Huggins, la cui esperienza include vent'anni di lavoro con la tecnologia 3D, «e Viaggio nell'isola misteriosa ne è pieno. Ma Brad si è spinto oltre, creando volume e profondità non solo nelle panoramiche, ma anche nei primi piani, trasmettendo la sensazione della presenza dell’attore in modo molto realistico, e penso che sia questo a rendere speciale il film. E poi il pubblico non si preoccupa della tecnologia, vuole solo provare delle emozioni».
Ma i realizzatori sperano anche che gli spettatori di Viaggio nell'isola misteriosa sperimentino quella sensazione di ammirazione e sorpresa di cui Jules Verne ha permeato le sue avventure.
«Quando ero bambino leggevo i suoi libri durante le vacanze» ricorda Flynn. «Sono storie che fanno scatenare la fantasia e poter realizzare un film basato sui romanzi di Verne e farlo conoscere ai ragazzi di oggi è una grande soddisfazione».
«Questo è il film che avrei voluto vedere al cinema quando ero bambino, qualcosa che può divertire e appassionare tutta la famiglia» conclude Peyton. «C’è azione e si ride, compaiono creature bizzarre, ma ci sono anche momenti che emozioneranno grandi e piccoli».
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